Opere pubbliche, Baccini: "I sindaci sanno dove bisogna operare, ma non hanno i soldi"

"Sulle opere pubbliche il nostro paese si è fermato ormai da troppo tempo e ciò a cui assistiamo è solo l’inizio di quello che potrà succedere" ha detto il sindaco di Bagno

Sul tema del monitoraggio delle opere pubbliche, esploso a seguito del crollo del Ponte Morandi a Genova, interviene anche il Sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini. "Come ormai siamo storicamente abituati – dichiara il Sindaco di Bagno – ogni tema strategico in Italia diventa centrale e impellente dopo che accade una tragedia. E seguendo una consuetudine consolidata si sta affrontando in questi giorni il tema del monitoraggio delle opere pubbliche".

"Certamente, c’è da accogliere positivamente l’impegno del Ministro Toninelli nell’intento di trovare nella legge di stabilità nuove risorse da investire per la manutenzione delle opere "più delicate" e a rischio. Come Sindaco di un piccolo comune di montagna, tuttavia – precisa Marco Baccini – devo rilevare l’eccessiva corsa al monitoraggio richiesta dal Ministero a tutti gli Enti pubblici, ai quali è stato richiesto di effettuare una ricognizione specifica nel termine di una settimana. Se l’obiettivo perseguito, giustamente, è quello di avere un quadro generale sul quale programmare un piano strategico di messa in sicurezza del patrimonio pubblico, la qualità del monitoraggio deve essere tanto più seria e fondata e non ancorata all’allarme del caso specifico"

"D’altra parte, la richiesta mi pare disancorata dalla realtà di fatto in cui versano le Amministrazioni Pubbliche, che sono state oggetto negli ultimi anni di progressivi tagli lineari di risorse e di personale dipendente. In questo quadro, si tenga presente che anche un’opera di monitoraggio come quella richiesta deve necessariamente passare dall’affidamento di incarichi a professionisti esterni (per la mancanza di personale interno) e dal relativo e preventivo stanziamento di adeguate risorse. Il tutto deve poi passare dalle procedure del Codice degli Appalti, che vuol dire tempi e gare da effettuare. Risultato: una ricognizione seria e affidabile richiede tempo, denaro e personale qualificato, cosa che i piccoli Comuni non hanno né posso avere finchè non si cambieranno le norme della Pubblica Amministrazione”.

"La questione del monitoraggio delle opere pubbliche è solo un’altra buona occasione – a mio avviso –per far emergere un problema che ricorre spesso, ma che non viene mai affrontato seriamente, ovvero quello dell’assetto generale della Pubblica Amministrazione. Se si considera che la Macchina Pubblica è il motore centrale del paese, in quanto se è efficiente ed efficace (come dovrebbe essere, ma che non può essere alle condizioni attuali) ne trarrebbero beneficio imprese, cittadini e servizi, occorre iniziare a investire sulla stessa. Due sono le mosse da sbloccare subito: invertire le limitazioni al turn-over, così incentivando l’inserimento di nuovo personale qualificato e aggiornato; e pianificando un piano nazionale delle opere pubbliche, con stanziamento di adeguate risorse”.

"Sulle opere pubbliche il nostro paese si è fermato ormai da troppo tempo e ciò a cui assistiamo è solo l’inizio di quello che potrà succedere. Sanare le criticità e mettere in sicurezza le tantissime infrastrutture, dal dissesto idrogeologico, opere pubbliche, strade, scuole e ospedali, richiede forte pianificazione e pieno coinvolgimento dei Comuni.  I Sindaci conoscono bene le opere che necessitano di manutenzione, ma non hanno le risorse per operare. D’altra parte su di loro non possono ricadere responsabilità degli ultimi anelli della catena decisionale e istituzionale. Serve un piano nazionale" ha detto ancora il primo cittadino di Bagno 

"Il tema che il ponte Morandi deve suscitare, pertanto, prima ancora di un frettolosa ricognizione che non potrà materialmente trovare attuazione, se non in modo inappropriato e lontano dalla realtà, è quello di una revisione del sistema istituzionale della Pubblica Amministrazione a tutti i livelli, concentrandosi sull’inserimento di nuovo personale qualificato, stanziamento programmato di risorse adeguate per le opere pubbliche e il sistema viario, eliminazione della burocrazia in eccesso a partire dall’immediata revisione del Codice degli Appalti."

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