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Open day della moschea, la Lega: "Il solito fumo per perbenisti"

"Non è inutile ricordare che l'islam è una fede diversa e esplicitamente contraria al cattolicesimo e che gli obiettivi di questa iniziativa non sono altro che pie illusioni "

“A margine di una discutibile iniziativa prevista per sabato e domenica prossimi, apprendiamo, ancora una volta dalla stampa, che a Cesena esiste una moschea. Nonostante l’amministrazione comunale l’abbia sempre negato e nonostante questa presenza non sia registrata in alcun l’elenco delle località dove sono censite queste strutture. Insomma il solito esempio di permissivismo silente all’italiana che consente l’esistenza abusiva di centri islamici incontrollati e incontrollabili”. Lo affermano Jacopo Morrone, segretario romagnolo della Lega Nord Romagna, e Antonella Celletti, responsabile Enti locali dello stesso partito.

I due commentano anche l'iniziativa in programma per sabato e domenica, un “open day” della struttura dedicata al culto islamico a persone di altre religioni: “Si tratta del solito fumo. Oltretutto fuori luogo e fuorviante. Parliamo dell’invito in ‘moschea’ lanciato da alcune delle variegate organizzazioni islamiche in occasione dell’anniversario della strage delle Torri gemelle dell’11 settembre 2001, perpetrata da terroristi islamisti. L’invito è stato condiviso, a quanto si legge, dai soliti campioni nostrani della retorica buonista, dei melensi luoghi comuni, dei messaggi di pace e della lotta al terrorismo, ma solo a parole. Insomma, un teatrino delle buone intenzioni, da dove viene tuttavia esclusa la vera manifestazione dell’identità di ciascuno dei partecipanti e dove, paradossalmente, i più renitenti a esternare, rivendicare e difendere la propria identità sono proprio i cristiani. Per paura e per ipocrisia”.

“Non è inutile ricordare che l’islam è una fede diversa e esplicitamente contraria al cattolicesimo e che gli obiettivi di questa iniziativa non sono altro che pie illusioni a cui possono credere solo i pacifinti miopi di fronte alla realtà. Se fosse vera la buona volontà dell’islam di ‘costruire ponti e non muri’, perché allora non rielaborare criticamente la loro dottrina cancellando le sure in cui si invitano i fedeli islamici a uccidere gli infedeli o perché non eliminare dall’insegnamento del Corano la negazione dei punti fondamentali del cristianesimo o mitigare il rifiuto feroce della croce? Ma il Corano è per gli islamici ‘parola di Dio’ in senso letterale, detiene il monopolio assoluto della verità e tutto ciò che esula dai suoi contenuti è falso, blasfemo e da rigettare. Quindi di cosa stiamo parlando? Non basta certo un invito lanciato strumentalmente per confermare la volontà di dialogo e di contrasto al terrorismo. Servono ben altre azioni concrete e tempi certamente più lunghi per legittimarle e verificarne la veridicità”.

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