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Nuovo Patto su lavoro e clima, il Pd: "Centrale deve essere anche la formazione"

Plumari (Pd) “Concertazione per sostenere la ripartenza e porre basi forti e concrete per un nuovo sviluppo sostenibile, equo, veloce, semplificato”

 Sul modello del Patto per il Lavoro sottoscritto cinque anni fa in Emilia-Romagna, oggi in Regione è stato siglato un nuovo piano d'azione condiviso con tutte le forze economiche, sociali, associazioni d’impresa, professioni, enti locali, organizzazioni sindacali e di categoria, per un totale di 55 firmatari.

Il responsabile lavoro e formazione del Partito Democratico di Cesena, Lorenzo Plumari, accoglie con positività il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima “Rispetto al Patto per il Lavoro siglato nel 2015, che ha portato risultati tangibili, si aggiunge ora l'attenzione ai cambiamenti climatici e alla sostenibilità ambientale. Saranno protagoniste infatti, tra le realtà firmatarie, anche Legambiente e la Rete Comuni Rifiuti Zero. L'obiettivo deve essere quello di pensare e costruire una ripartenza attraverso tre direttrici: creazione di lavoro di qualità, attuazione di una seria transizione ecologica, contrasto delle disuguaglianze economiche, sociali e di genere. Sono tre temi questi che non possono essere separati, bensì devono essere affrontati insieme”.

“In questa fase storica centrale dovrà essere anche il tema della formazione, che dovrà andare di pari passo con il tema del lavoro, visti i cambiamenti rapidi nella nostra società: informatizzazione, cambiamenti nei processi produttivi, nuove tecnologie e specializzazioni. Infatti – aggiunge Plumari – secondo i dati della Camera di Commercio, oltre al calo di assunzioni (-30% in Provincia rispetto al 2019) dovuto dall’attuale crisi economica causata dalla pandemia Covid-19, c’è un altro dato emblematico: in 36 casi su 100 le imprese hanno difficoltà di reperimento delle figure richieste. In particolare operai nelle attività metalmeccaniche, tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione, operai specializzati nell'edilizia. Il sistema della formazione professionale qui avrà un ruolo centrale per la tenuta della società, per la formazione tecnica e per sostenere i processi lavorativi e di internazionalizzazione, occorrerà quindi potenziare tutto il mondo della formazione. La ripresa economica - prosegue - avrà infatti un andamento a K, lo affermano diversi economisti sottolineando come alcuni settori economici si sono ripresi subito e anzi hanno aumentato fatturato e profitti mentre altri soffrono e vedono la curva continuare a piegarsi verso il basso. Stiamo assistendo, e assisteremo, a una biforcazione importante a livello economico e quindi sociale. Il Covid-19 sta accentuando quelle differenze tra lavoratori ad alto valore aggiunto e quelli che non hanno una specializzazione, e quindi soffrono sempre di più. Polarizzazione che si manifesta anche fra garantiti e non garantiti, cioè tra coloro che hanno un contratto stabile e chi, invece, precario. Dunque, il lavoratore più a rischio povertà sarà quello non specializzato e non garantito. Per questo motivo la formazione professionale rappresenta un fattore sempre più importante nella nostra società."

“Sono questi mesi drammatici, da un punto di vista sanitario oltre che economico e sociale, e il contraccolpo sarà pesante per il nostro Paese e per la nostra Regione. Secondo le previsioni di Prometeia – sottolinea Plumari – sarà il Nord Italia a registrare la contrazione economica più violenta. Nella nostra Regione, secondo le stime, il Covid-19 farà perdere tra i 40 e i 60 mila posti di lavoro. Un impatto molto pesante che dobbiamo essere in grado di affrontare nel modo giusto, come gli emiliano-romagnoli sono sempre stati in grado di fare, per uscirne al più presto e al meglio. Le previsioni parlano di un recupero del Pil già nel 2021 di circa il 7%, rispetto a una perdita, nel 2020, attorno al 10%. Abbiamo le competenze, i saperi e la caparbietà per ripartire. In questa ripartenza diviene così fondamentale il nuovo Patto per il Lavoro e per il Clima siglato oggi in Regione, un patto di impegni con un reciproco riconoscimento del ruolo di ciascuno dei soggetti firmatari. Servirà dunque – continua – uno sforzo enorme di tutti per recuperare quanto il virus ci ha tolto, ma grazie a un'azione condivisa ce la faremo. In questo nuovo percorso, che indica come proprio orizzonte il 2030, sarà fondamentale il ruolo degli Enti Locali, che stanno affrontando in prima linea questa pandemia e conoscono bene le priorità da cui ripartire. In particolare, fondamentale sarà il protagonismo delle autonomie locali per quanto riguarda la gestione dei 209 miliardi che arriveranno al nostro Paese dal Recovery Fund. Sarà infatti impossibile - conclude - immaginare la realizzazione di un piano di ricostruzione del nostro Paese senza il loro pieno coinvolgimento". 

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