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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Politica

Nuovo direttore dell'Unione, Di Placido (Cambiamo): "Tante inesattezze nell'arringa del sindaco"

Luigi Di Placido, consigliere comunale di Cambiamo contro-replica al sindaco Enzo Lattuca sul caso del nuovo direttore generale dell'Unione Valle Savio

Luigi Di Placido, consigliere comunale di Cambiamo contro-replica al sindaco Enzo Lattuca sul caso del nuovo direttore generale dell'Unione Valle Savio. “Chi frequenta, come il sottoscritto, i consigli comunali ormai da 20 anni è abituato ad approcciarsi a certe tematiche in maniera un po’ più realistica rispetto a chi, come il nostro sindaco, vanta una breve esperienza amministrativa. Anche perché in politica gli argomenti (così come gli abbagli) ciclicamente si ripetono e, sulla scorta dell’esperienza accumulata, a noi politici “più navigati” certe vicende sanno tanto di deja-vù.  ‘La presunzione senza l'esperienza il più delle volte sbaglia’, diceva qualcuno. E l’adagio calza a pennello al nostro sindaco che, fedele all’aforisma ‘se non puoi convincerli, confondili’, ci ha regalato sulla vicenda dell’assunzione del nuovo direttore generale dell’Unione un punto di vista singolare e pieno di inesattezze. Per giustificare i costi rilevanti dell’operazione (che è il vero punto centrale della questione), Lattuca afferma che il trasferimento del segretario generale del Comune di Cesena anche alla Provincia garantirà un risparmio sia per il Comune di Cesena che per l’Unione dei Comuni. Peccato che il sindaco si dimentichi di precisare che, per un mero calcolo algebrico, i risparmi della Provincia non possono essere scaricati in maniera automatica sull’Unione dei Comuni". 

Dettaglia Di Placido: "Un ipotetico risparmio generato dalla provincia di Forlì-Cesena andrebbe semmai idealmente spalmato tra tutti gli enti pubblici che la compongono (che sono assai di più di quelli della sola Unione dei Comuni della Valle del Savio). Quindi, una domanda sorge subito spontanea: per quale singolare regola contabile un euro risparmiato dalla Provincia dovrebbe essere un euro risparmiato dall’Unione dei Comuni? La vicenda, inoltre, ci dà l’opportunità di ricordare al sindaco che l’Unione dei Comuni era nata per favorire il coordinamento amministrativo tra enti locali, ma anche per ottimizzare le spese. Uno degli obiettivi, infatti, era proprio il contenimento dei costi. Ora, che il sindaco ammetta che, male che vada, ci sarà un aggravio ulteriore di 15 mila euro oppure un pareggio (ma solo secondo lui, grazie alla sua fantasiosa sovrapposizione di costi tra Provincia e Unione dei Comuni) certifica il fallimento di questo obiettivo iniziale, visto che tra le opzioni contemplate da Lattuca l’ipotesi di un vero ‘risparmio’ non viene neppure citata. Peraltro, visto che il segretario generale del Comune di Cesena (che è anche il segretario generale della Provincia e del Comune di Montiano e che era anche direttore generale dell’Unione dei Comuni) svolgeva egregiamente tutti i propri compiti, la soluzione sembra già servita: perché non affidare il ruolo di direttore generale ad un segretario generale di un altro comune dell’Unione, visto che un duplice incarico non dovrebbe essere troppo gravoso?".

Prosegue ancora Di Placido: "Sempre che la funzione del direttore generale sia così strategica nelle dinamiche operative dell’Unione, dubbio che francamente ci rimane. Ad avvalorare le nostre perplessità, ricordiamo ad esempio qualche anno fa quando il Comune di Cesena decise di istituire la figura del direttore generale, a cui noi ci opponemmo anche per ragioni economiche. Ebbene, alla fine, il Comune arrivò alla conclusione che quella figura poteva anche essere soppressa ed accorpata alla figura del segretario generale.  Tra le altre cose, il sindaco ha detto: ‘Se i cesenati non hanno capito che cosa fa l’Unione dei Comuni la colpa non è certo dei cittadini’. E su questo siamo d’accordissimo con lui. Perché la colpa, in effetti, non è dei cittadini, ma di chi gestisce l’Unione dei Comuni e, in questi anni, non è mai riuscito - e forse neppure ci ha provato - a far percepire l’importanza di questo ente.  Per l’opinione pubblica l’Unione è un’entità ancora indefinita, troppo distante dalla gente e se Lattuca è convinto del contrario perché non accettare la sfida di istituire un sondaggio sull’indice di gradimento dei cittadini? Oppure vuole veramente farci credere che, senza l'Unione dei Comuni, gli alloggi di ediliza sociale consegnati in questi giorni a Mercato Saraceno non sarebbero stati realizzati?".

Di Placido dettaglia ancora: "La verità è che questa Unione dei Comuni nasce con delle contraddizioni congenite. E il sindaco sbaglia a fare il paragone con l’Unione dei Comuni del Forlivese che, tra parentesi, è stata sciolta perché, ad un certo punto, si è capito semplicemente che non funzionava. Quando si uniscono comuni molto grandi - come Forlì o Cesena - con enti molto più piccoli, i problemi sono fisiologici e, alla fine, si scade in un colonialismo amministrativo che a lungo andare non può giovare al territorio. Ecco perché le Unioni vanno sempre fatte fra comuni dalle dimensioni analoghe. Ed ecco perchè abbiamo sempre detto che le Unioni dovevano essere un passo per arrivare alle fusioni tra comuni simili. Se vuole imparare cosa sono i veri risparmi, il Sindaco Lattuca si vada a studiare qualche studio di fattibilità prodotto per la fusione di realtà simili a quelle che compongono la nostra Unione: dopo averlo fatto, magari avrà più pudore nel parlare di risparmi. “Tutti i sindaci - ha aggiunto Lattuca - sono stati d’accordo per la nomina del direttore generale”. E vorremmo proprio vedere quale amministratore, di destra o di sinistra, avrebbe mai potuto opporsi all’assunzione di una nuova figura pagata per l’87% dal Comune di Cesena e reclutata per sbrigare lavoro per tutti.". conclude Di Placido.

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