Nuove aree produttive, Celletti (LN): "Cosa bolle in pentola?"

"Un nuovo approccio della Giunta per favorire lo sviluppo delle imprese? Qualche dubbio su questa affermazione del sindaco Lucchi e dell’assessore Moretti dovrebbero porselo tutti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Un nuovo approccio della Giunta per favorire lo sviluppo delle imprese? Qualche dubbio su questa affermazione del sindaco Lucchi e dell’assessore Moretti dovrebbero porselo tutti. Questi, infatti si sono incautamente affrettati a replicare politicamente, prima ancora di rispondere sul piano tecnico e procedurale, a una motivata interrogazione della Lega nord sull’impatto ambientale e sull’effettivo beneficio per la collettività di una variante concessa a un’azienda, attraverso un Accordo con privati (procedura anomala, pur prevista dalla legge 20/2000). Accordo che consente percorsi facilitati a progetti che abbiano un provato rilevante interesse per la comunità locale. Garantire lo sviluppo delle aziende è anche nostro interesse, ma non a detrimento del territorio. Soprattutto ogni procedura deve avvenire nel pieno rispetto delle norme, che devono garantire “parità di trattamento, pubblicità e partecipazione al procedimento”. Sindaco e assessore, nel loro comunicato, mischiano le carte utilizzando i noti slogan. E’ tuttavia nel merito che devono intervenire per fugare i troppi dubbi sollevati. Sindaco e assessore, inoltre,  citano anche un secondo Accordo con privati che hanno stretto con un altro gruppo di aziende, che sembra stridere ancora di più con le promesse di tutela del territorio e di consumo zero. Perché anche su questo secondo Accordo, dovranno spiegare analiticamente certi passaggi che destano non poche perplessità. Si tratta di un progetto che coinvolgerà un’area di circa 15 ettari. Una superficie agricola pari a quasi 14 megacampi da calcio, dove non sono quasi presenti infrastrutture, nonostante sia destinata ad area logistica. E qual è l’incontrovertibile utilità pubblica che giustifica le vie brevi dell’Accordo? Non si sa. Ma su tutto gravano degli interrogativi ben più importanti e sono quelli dei motivi per cui lo stesso progetto, già presente nella Variante 1/2010, pur riguardando un’area più ridotta, sia stato bocciato e stralciato dalla stessa Variante, per le obiezioni mosse da vari enti, tra cui ARPA, per la quale si sarebbero dovute “valutare sia l’opzione zero (non previsione di espansione territoriale), sia alternative di localizzazione”, a causa, tra l’altro, della criticità di collegamento con le infrastrutture in rete, della vicinanza di abitazioni e di un pozzo di alimentazione dell’acquedotto, delle emissioni derivanti dalle attività da insediare, delle dinamiche del traffico, ecc. Tanto che la  Conferenza dei servizi del 29 marzo 2011, si legge della specifica delibera, espresse parere negativo alla variante. Oggi, dunque, lo stesso progetto, addirittura ampliato se è vero ciò che si legge nelle carte, viene invece sostenuto dalla Giunta Lucchi, che dovrà spiegarci in modo puntuale come potrà coniugare, in questo caso, la riduzione del consumo del territorio, con lo sviluppo delle aziende, ma soprattutto come potrà ignorare le prescrizioni normative e le osservazioni fatte dagli enti preposti e come potrà salvaguardare la tutela del territorio e quindi tutta la comunità locale.

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