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Lavoro, via libera alla nuova legge contro il caporalato: pene più severe

"Era una legge di cui c'era bisogno - spiega Lattuca - per contrastare un fenomeno purtroppo ancora molto diffuso, anche nel cesenate"

Martedì la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la nuova legge contro il caporalato (“Disposizioni in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento del lavoro in agricoltura e di riallineamento contributivo nel settore agricolo”), provvedimento di cui il parlamentare cesenate Enzo Lattuca è stato relatore in Commissione Affari Costituzionali. "Era una legge di cui c’era bisogno - spiega Lattuca - per contrastare un fenomeno purtroppo ancora molto diffuso, anche nel cesenate. Per questo saluto con grande piacere l’iniziativa promossa dalla Flai-Cgil di Cesena venerdì e sabato in Piazza Indipendenza a Borello. Due giorni di dibattito e riflessioni in cui istituzioni, associazioni imprenditoriali di categoria e sindacati si confronteranno su come il lavoro nero e irregolare si manifesta e quali misure di contrasto sia possibile mettere in campo nel nostro territorio".

"La nuova legge - spiega Lattuca entrando nel merito del provvedimento - prevede innanzitutto il rafforzamento delle norme penali per punire una pratica deprecabile e inaccettabile, una vera e propria forma di schiavitù. È infatti prevista la pena della reclusione da uno a sei anni per l'intermediario e per il datore di lavoro che sfruttino i lavoratori, approfittando del loro stato di bisogno. Se i fatti sono commessi mediante violenza e minaccia, la pena aumenta da cinque a otto anni ed è previsto l'arresto in flagranza. Oltre al carcere, è prevista poi anche una multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato (da 1.000 a 2.000 euro per chi commette il reato di caporalato mediante violenza o minaccia). È inoltre stata introdotta la confisca come per i reati di mafia e l’utilizzo dei proventi delle confische per indennizzo alle vittime". "Il mio giudizio su questo provvedimento - conclude Lattuca - è estremamente positivo: da un lato mira a garantire una maggiore efficacia all'azione di contrasto del caporalato, introducendo significative modifiche al quadro normativo penale e prevedendo specifiche misure di supporto dei lavoratori stagionali in agricoltura e, dall'altro, punta a salvaguardare le tantissime imprese in regola".

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