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Nidi comunali, Biguzzi (Lega): "Per le graduatorie di accesso un criterio discriminatorio". L'interrogazione

“Tra i vari criteri che assegnano i punti per stilare la graduatoria c’è quello della distanza tra la sede comunale di residenza della famiglia e quella dell’attività lavorativa che, se supera i 30 km, prevede un punteggio superiore"

“Il punto B N°3 della Circolare informativa per la presentazione delle domande di ammissione ai nidi d'infanzia per l’anno scolastico 2022/23, intitolato ‘Pendolarità giornaliera oltre 30 Km (distanza di sola andata G.Maps da centro città a centro città-via più breve)’, può creare confusione e gravi ingiustizie nell’assegnazione dei punteggi per la determinazione della graduatoria”. Ne è convinto il consigliere della Lega Fabio Biguzzi che, raggiunto dalle segnalazioni preoccupate di alcuni genitori, ha presentato un’interrogazione per chiedere di modificare questo passaggio della circolare.

Spiega Biguzzi: “Tra i vari criteri che assegnano i punti per stilare la graduatoria c’è quello della distanza tra la sede comunale di residenza della famiglia e quella dell’attività lavorativa che, se supera i 30 km, prevede un punteggio superiore. Tuttavia, l’indicazione ‘centro città’, riportata nella circolare come criterio per stabilire tale distanza, non può che essere considerata fuorviante e oggetto di interpretazioni difformi, generando non solo incertezze ma anche possibili ricorsi legali. Facendo riferimento alla morfologia del nostro territorio e alle frazioni sparse, può accadere infatti che la pendolarità giornaliera sia effettivamente superiore a 30 KM nonostante la distanza tra i due Comuni sia inferiore. Di conseguenza, la famiglia che si trova in questa condizione sarebbe fortemente penalizzata rispetto ad altre. Questo criterio, così come scritto e interpretato dagli uffici comunali, non può che generare disuguaglianze e valutazioni fuorvianti. Tra l’altro, vista la disponibilità gratuita e veloce di strumenti come Google Maps per stabilire la distanza tra due luoghi, non si comprendono i motivi per cui non si possa calcolare l’effettiva distanza casa-lavoro delle famiglie richiedenti in modo da fornire valutazioni e quindi punteggi più corretti, giusti e corrispondenti alla realtà”.

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