Movida, "Una risorsa da salvaguardare. Ma servono regole e controlli"

La "movida" cesenate rappresenta una "risorsa per la città da salvaguardare", ma "nel contempo è necessario che si garantiscano livelli di vivibilità nei confronti dei residenti". E' quanto affermano Stefano Angeli e Ugo Vandelli di Progetto Liberale

La "movida" cesenate rappresenta una "risorsa per la città da salvaguardare", ma "nel contempo è necessario che si garantiscano livelli di vivibilità nei confronti dei residenti". E' quanto affermano Stefano Angeli e Ugo Vandelli di Progetto Liberale, evidenziando che "è meglio avere un centro storico vivo e attivo anche nelle ore serali, anziché abbandonato e deserto, insicuro e alla mercé di malintenzionati".

Tuttavia "bisogna sancire limiti di buon senso a rumore, schiamazzi, disordine e sporcizia, consentendo una civile convivenza delle attività con i residenti. Per ottenere ciò occorrono alcune regole certe, semplici e chiare, ma anche inderogabili, e controlli adeguati per farle rispettare. Per quel che riguarda i controlli siamo contrari a controlli fai da te, a stewards o ronde o buttafuori che dir si voglia, che rischiano di aumentare i problemi anziché risolverli, ma siamo invece convinti che si debba adeguare l’organizzazione delle Forze dell’Ordine cesenati a questa nuova situazione".

"Chi gestisce l’Ordine Pubblico in città deve tenere conto che molta attività in centro si è spostata alle ore serali e spesso notturne e deve adattare turni e servizi a questa realtà - evidenziano gli esponenti di Progetto Liberale -.  Fa piacere vedere la mattina in centro i Poliziotti di quartiere, i Carabinieri di quartiere, la pattuglia del Commissariato e della Polizia Urbana, ma sarebbe altrettanto necessario trovare adeguato controllo anche la sera".

Angeli e Vandelli insistono "su un riequilibro di forze di Polizia con Forlì, che ci pare ancora molto lontano dall’essere raggiunto. La provincia bipolare di Forlì – Cesena infatti esiste da 21 anni, ma non per l’assetto delle forze di Polizia che vedono ancora Prefetto e Questore soggiornare a Forlì, come se fosse l’unico capoluogo di provincia, e con essi la maggior parte degli organici disponibili, nonostante Cesena abbia un territorio più vasto, una prevalenza di attività economiche e una popolazione solo di poco inferiore. Torniamo quindi ancora una volta a sollecitare su questo tema il sindaco di Cesena Paolo Lucchi a far valere, una volta per tutte, le buone ragioni della città presso le autorità preposte".

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