Montalti (Pd): "La Regione si è impegnata molto per una cultura contro la violenza di genere"

“Stiamo compiendo uno sforzo importante per avere in tutto il territorio regionale strutture che possano dare rifugio alle donne che hanno bisogno di allontanarsi dalla famiglia", aggiunge Montalti

“La violenza non è un fatto privato, ma una sfida da vincere insieme. Una cultura del rispetto diffusa cresce e si radica laddove viene garantita una reale parità di genere e viene valorizzato il ruolo femminile in tutti gli ambiti della comunità. La Regione Emilia-Romagna si è impegnata moltissimo in questa legislatura per promuovere una cultura contro la violenza di genere e per supportare e accogliere chi ne abbia avuto necessità.” Con queste parole la Consigliera regionale Lia Montalti commenta la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne.
 
“Stiamo compiendo uno sforzo importante per avere in tutto il territorio regionale strutture che possano dare rifugio alle donne che hanno bisogno di allontanarsi dalla famiglia – aggiunge Montalti –, perché il più delle volte è proprio tra le mura di casa che si svolge la violenza.”. Il Rapporto dell’Osservatorio regionale, reso noto sabato  dalla Regione Emilia-Romagna, conferma la fiducia sempre maggiore delle donne che abbiano subito violenza nel ricorrere alle strutture regionali, e anche degli uomini, che vedono crescere i centri dedicati al trattamento degli autori di violenza. Sono aumentate nel 2018 le donne accolte nei Centri antiviolenza e il trend del 2019 appare stabile. Sono stati 4.871 i contatti con le strutture di aiuto dell’Emilia-Romagna di donne che chiedono sostegno per una violenza ricevuta, 3.486 le donne che seguono un percorso, di cui 2.454 nuove accolte (il 70%).
 
“In questi anni abbiamo stanziato circa 11 milioni di euro per il mantenimento delle strutture esistenti, oltre che per l’incremento di nuove strutture e per l’innovazione. La Regione – sottolinea la Consigliera - ha molto investito anche in prevenzione, finanziando progetti di sensibilizzazione e educazione che solo nel 2018 hanno coinvolto circa 13.400 studenti, 900 insegnanti, circa 1900 operatori (sociali, sanitari, forze dell’ordine, giornalisti, ecc.) e 1500 donne vittime di violenza o a rischio di subirla.”

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