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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Politica

Montalti (Pd) “Il dato delle dimissioni volontarie di lavoratrici madri nel post-pandemia è allarmante"

La Consigliera regionale Lia Montalti ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale quali azioni intende mettere in campo l’Emilia-Romagna per intervenire sul fenomeno

La Consigliera regionale Lia Montalti ha presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta regionale quali azioni intende mettere in campo l’Emilia-Romagna per intervenire sul fenomeno delle dimissioni di lavoratrici madri e quali azioni stia sviluppando per favorire l’occupazione femminile, l’imprenditoria femminile e una sempre più reale conciliazione tempi cura-lavoro. 

 “Il fenomeno delle dimissioni volontarie di lavoratrici madri, in particolare con figli minori di tre anni, prosegue da tempo – afferma Lia Montalti – e nell’ultimo anno, in concomitanza con la pandemia, questa ondata ha colpito ancora di più la nostra Regione. Infatti, secondo il rapporto redatto e presentato da Assemblea legislativa, Consigliera di Parità regionale e Ispettorato Interregionale del Lavoro Nord-Est, a fronte di 4.174 dimissioni registrate nel 2020 (il 9,8% sul totale nazionale, pari a 42.377), 2.984 hanno interessato donne. Per quanto riguarda il territorio di Forlì-Cesena-Ravenna si parla di 648 dimissioni, di cui 495 donne. Si tratta di un dato allarmante e che dobbiamo analizzare seriamente per capire quali risposte mettere in campo per invertire la tendenza. Senza alcun dubbio, la prima causa di dimissioni è legata alla difficoltà per le donne di conciliare l’occupazione con le esigenze di accudimento dei figli e con i servizi di cura. Lo si può notare dal fatto che una particolare concentrazione di dimissioni si verifica nella fascia di età da 34 a 44 anni”. 

  “In questo senso – prosegue Montalti – come Regione Emilia-Romagna, negli ultimi anni, abbiamo provato a mettere in campo alcune azioni: penso al progetto ‘Al nido in Regione’ volto ad offrire alle bambine, ai bambini ed alle loro famiglie maggiore facilità di accesso a esperienze di educazione e cura nei servizi educativi per la prima infanzia, così come ai contributi per la partecipazione dei bambini ai centri estivi oppure il ‘Fondo regionale per l’imprenditoria femminile, che cerca di favorire l’avvio e il consolidamento di attività imprenditoriali a conduzione femminile. Queste azioni, quanto mai necessarie e importanti, non bastano. Serve un passo in avanti, attraverso una interlocuzione costante con il Governo e soprattutto coinvolgendo ancora di più i territori in una azione capillare”. 

  “Il lavoro è anche un fattore importante di protezione sociale. Domani ricorre la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, che rappresenta un momento di mobilitazione e di denuncia collettiva contro i continui episodi di violenza, molestie, ricatti a danno di tante donne. Questi gesti non sono il passato, ma purtroppo dominano il nostro presente, e i recenti drammatici femminicidi che si sono registrati nelle ultime settimane nella nostra regione lo testimoniano. Questa giornata ci impone dunque anche una seria riflessione sulla violenza economica – evidenzia Montalti – che è tra le principali espressioni discriminatorie contro le donne. In una società dove si cerca infatti di perseguire la parità di genere persiste ancora oggi un profondo squilibrio tra uomini e donne. Nella sfera pubblico-sociale si manifesta attraverso la disparità salariale e di opportunità di carriera, attraverso la persistenza di stereotipi che marginalizzano il ruolo delle donne e le allontanano dal mondo del lavoro ostacolandone l’autonomia economica, come evidenziano anche i dati prima citati. Occorre quindi un profondo cambiamento che coinvolga tutti noi e il Paese. Come Regione Emilia-Romagna vogliamo fare la nostra parte. Un più forte impulso per la nostra azione istituzionale partirà con una seduta straordinaria dell’Assemblea legislativa regionale dedicata alla violenza di genere e ai femminicidi, perché non c’è più tempo da perdere. Dobbiamo agire e dobbiamo farlo insieme”. 

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