Festa della Donna, i Giovani Democratici distribuiscono mazzetti di mimose

Ai fiori sarà inoltre allegato un biglietto che riporta da un lato una frase significativa per la ricorrenza e dall'altro dei dati informativi su femminicidio e disparità di genere, per fare riflettere su questi temi, purtroppo sempre attuali.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"Le ragazze e i ragazzi dei Giovani Democratici di Cesena e Cesenatico come da tradizione, per festeggiare la Festa della Donna, distribuiranno nel pomeriggio di domenica lungo il Porto-Canale di Cesenatico dei mazzetti di mimose. Ai fiori sarà inoltre allegato un biglietto che riporta da un lato una frase significativa per la ricorrenza e dall'altro dei dati informativi su femminicidio e disparità di genere, per fare riflettere su questi temi, purtroppo sempre attuali.

La frase scelta quest'anno è stata pronunciata dall'attrice Emma Watson ad un suo discorso tenutosi alle Nazioni Unite a New York il 7 luglio dello scorso anno, in occasione del lancio della campagna ONU "HeForShe", di cui l'attrice è madrina, proprio per combattere le disparità di genere: «Considero [i diritti delle donne] dei diritti dell’umanità ma io sono una delle fortunate. La mia vita è da privilegiata, perché i miei genitori non mi hanno voluto meno bene perché sono nata femmina. La mia scuola non mi ha limitata perché ero una ragazza. I miei mentori non hanno pensato che sarei andata meno lontano perché un giorno potrei avere un figlio. Queste persone erano gli ambasciatori della parità di genere che mi hanno resa ciò che sono oggi. Forse non lo sanno, ma sono dei femministi inconsci. E abbiamo bisogno di più persone come loro. E se ancora odiate la parola, sappiate che non è la parola ad essere importante ma l’idea che ci sta dietro. Perché non tutte le donne hanno avuto gli stessi diritti che ho avuto io; anzi, statisticamente ben poche li hanno avuti».

I dati messi in luce riguardano i numeri dei femminicidi in Italia nel 2013, che attestano di 179 donne uccise, in pratica una vittima ogni due giorni. Rispetto alle 157 del 2012, le donne massacrate sono aumentate del 14% e in 7 casi su 10 (68,2%, pari a 122 in valori assoluti) i femminicidi si sono consumati all'interno del contesto familiare o affettivo, dove il 66,4% delle vittime infatti ha trovato la morte per mano del coniuge, del partner o dell'ex compagno.

Va fatto notare che negli ultimi 20 anni gli omicidi di uomini si sono ridotti del 75%, mentre quelli delle donne sono rimasti immutati. La violenza quindi si riduce, tranne che per le donne. Il femminicidio è spesso l’ultimo atto di una escalation di violenze e vessazioni di carattere fisico e psicologico. Ad oggi la risposta delle istituzioni è inefficace, lenta ed inadeguata infatti nell'anno in questione oltre la metà delle future vittime di omicidio aveva già segnalato e denunciato alle istituzioni le violenze subite. Inoltre in molti paesi sono presenti restrizioni legali e discriminazioni che impediscono alle donne di essere economicamente attive ed autonome, per effetto delle quali (anche in nazioni ricche e avanzate) si perde una cospicua parte della ricchezza potenziale. Si pensi infine che in Italia, a causa delle disparità contro le donne, il 15% del Pil potenziale non viene realizzato. In definitiva i paesi che privano le donne di maggiori opportunità s'impoveriscono, rinunciando a dinamismo e benessere".

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