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Mercato Saraceno, la Lega contesta il progetto di fusione di Comuni

In Consiglio comunale a Mercato Saraceno la Lega Nord contesta il progetto di fusione di Comuni

In Consiglio comunale a Mercato Saraceno la Lega Nord contesta il progetto di fusione di Comuni. “Abbiamo detto sì alla convenzione per lo studio di fattibilità sull’eventuale fusione dei nostri Comuni, per valutare i dati che ci verranno forniti, che auspichiamo veritieri, trasparenti e non funzionali a una scelta precostituita. Rimaniamo tuttavia molto scettici sulla bontà delle fusioni dei Comuni così come previste dalla normativa della Regione Emilia-Romagna e dai percorsi seguiti finora”.

Lo afferma la consigliera leghista Ombretta Farneti, capogruppo di Mercato Saraceno Cambia, commentando il voto avvenuto nella seduta del Consiglio comunale di venerdì scorso, “dove – sottolinea – erano assenti alcuni consiglieri di maggioranza e gli altri tre che rappresentano l’opposizione”. “Eppure il tema è importante, come ho detto in Aula, tanto da dover incominciare già da oggi a fare opera di sensibilizzazione tra la gente. Da queste fusioni, infatti, non si può tornare indietro e di conseguenza tutta la popolazione coinvolta deve essere consapevole di una scelta che deve prevenire ricadute negative, per altro già prevedibili”.

“Deve quindi essere dato ampio spazio alla volontà popolare e a quella dei singoli Comuni, perché la fusione non diventi un’annessione forzosa, e bisogna che i vantaggi siano accertati e non solo sulla carta. I cittadini dovranno quindi essere messi al corrente molto per tempo e con estrema trasparenza dei vantaggi e degli svantaggi. In caso contrario, le scelte non potranno che risultare falsate dalla volontà del Pd, come non è pensabile che, attraverso le attuali modalità, i cittadini di un Comune possano decidere per quelli di un altro. E’ anche vero, tuttavia, che il malcontento sugli esiti e sulle modalità delle fusioni serpeggia anche tra i sindaci del centro-sinistra che amministrano piccoli Comuni e di questo si dovrà tenere conto”.

“Noi crediamo che le fusioni obbligatorie cancellino, di fatto, storie e autonomie comunali e che addirittura possano accrescere l’indebolimento del tessuto sociale di aree già svantaggiate. Per quanto ci riguarda, noi vigileremo con attenzione su tutte queste procedure perché non si può dimenticare che i Comuni sono le istituzioni più vicine alla gente, l’ossatura e il punto di riferimento anche storico del nostro territorio”.

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