Marcatelli (Ncd): "L'ASL di Romagna è nata male, è incontestabile"

"Che l’ASL della Romagna sia nata male è incontestabile. Improvvisazione, impreparazione, e adesso, pare, anche mancanza di rispetto delle regole su cui la magistratura indaga"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Che l’ASL della Romagna sia nata male è incontestabile. Improvvisazione, impreparazione, e adesso, pare, anche mancanza di rispetto delle regole su cui la magistratura indaga.

Qualche giorno fa il Direttore Generale (si scrive Des Dorides, ma si legge Carradori) ha parlato in Commissione Sanità sullo “stato di avanzamento dei lavori”. In un’ora di garbata e briosa presentazione il Direttore ha detto che il lavoro è immane, che non ci vuole fretta, che per ora col “deliberone” (sotto inchiesta) hanno sistemato tutti gli amministrativi e nominato 23 nuovi coordinatori delle varie aree, che senza fretta (dopo le elezioni regionali, ovviamente) presenteranno una prima bozza dell’Atto Aziendale al quale stanno lavorando senza sosta da mesi, che servirà a “ridefinire” i servizi (nota bene: non semplicemente a riorganizzare), passando da una organizzazione a “rete”, quella dell’Hub and Spoke attuale che è gerarchica (cioè di destra?), ad una organizzazione a “reticolo”, che è democratica (e quindi di sinistra?).

Sulle domande concrete però la lingua del DG si è seccata: sui gravi disagi dei pazienti della Neuropsichiatria infantile e di coloro che necessitano della terapia antalgica ha educatamente risposto che non ne era a conoscenza, e che in una ASL così vasta un DG non può sapere tutto! In sua difesa è intervenuto poi un rappresentante del PD, della scuola di pensiero Lucchiana, che, essendo diversamente informato, ha innalzato un peana alla sanità cesenate, ed ha concluso che “tutto va ben, signora la Marchesa!”

Abbiamo dunque avuto la conferma che il sistema sanitario regionale, di cui la nostra ASL è la primizia, si sta trasformando in un soffocante apparato  politico-partitico nel quale la burocrazia è al primo posto e la cura del paziente è uno dei tanti sottosistemi.

Oggi  dobbiamo rilanciare, per verificare se l’intenzione è quella di ridefinire i servizi, o semplicemente di fare una manutenzione al risparmio del sistema.

Cominciamo a chiedere di trasformare l’attuale “rete” cardiologica in un “reticolo”, per il quale  nei quattro grandi ospedali della Romagna sia possibile  avere un servizio di angioplastica per acuti H24; una richiesta che per la sua rilevanza epidemiologica è già stata avanzata da molte forze politiche, la nostra per prima, e che ha trovato recentemente altri autorevoli sostenitori.

Sarebbe un buon modo per verificare la reale volontà di un sistema di potere politico-sanitario vecchio di 25 anni di rinnovarsi secondo le promesse fatte, finora valide solo per scopi elettoralistici.

Tommaso Marcatelli - Nuovo Centro Destra - LiberaCesena

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