Marani (M5S?): "Non accetto l'editto bulgaro della Guiduzzi"

"Mal deve avere digerito la zarina del movimento 5 stelle di Cesena, Natascia Guiduzzi, le recenti diatribe interne che la vedono protagonista di una accesa guerriglia verso una ventina fra attivisti"

"Mal deve avere digerito - scrive Paolo Marani, il più noto dei dissidenti - la zarina del movimento 5 stelle di Cesena, Natascia Guiduzzi, le recenti diatribe interne che la vedono protagonista di una accesa guerriglia verso una ventina fra attivisti e simpatizzanti del movimento locale. Questi, rei di aver chiesto a gran voce maggiore partecipazione dei cittadini e una minore gestione personalistica delle assemblee da parte di Natascia, si sono visti recapitare alcune settimane fa un provvedimento di espulsione di massa, definito "auto esclusione libera e volontaria", con il quale si intendeva ridurli al silenzio".

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"Le polemiche però non si sono ancora placate, e come ultimo atto ecco arrivare, firmato di proprio pugno da Natascia Guiduzzi, sulla falsariga del famoso editto bulgaro che Berlusconi inviò a Enzo Biagi alcuni anni fa, una lettera raccomandata con tanto di ricevuta di ritorno (evidentemente non si fida delle poste italiane) in cui si intima a un consigliere di quartiere, Paolo Marani, la sua immediata cessazione all'utilizzo del simbolo di Beppe Grillo, nel presente e nel futuro".
 
"Da parte sua Marani dichiara - "non mi aspettavo nulla di meno, da una parte Natascia ha lasciato si votasse il respingimento delle mie dimissioni da consigliere di quartiere, ritenendo l'assemblea che ciò avrebbe causato un danno di immagine per il movimento, dall'altra mi invia una raccomandata privata, millantando la presa di posizione di un fantomatico "Staff", in cui mi vieta l'utilizzo del simbolo per le mie attività. Cosa che in realtà non può nemmeno fare, dato che il simbolo, di proprietà esclusiva di Beppe Grillo, viene da lui formalmente concesso solo ai consiglieri comunali eletti, i quali non hanno alcun diritto di disporne verso terzi se non passando dalle decisioni di una assemblea pubblica. Mi risulta che questa non sia stata nemmeno interpellata, si tratta pertanto di una sua iniziativa priva di valore giuridico, ispirata da sentimenti di rancore personale nei miei confronti".
 
Marani respinge quindi al mittente la raccomandata come una provocazione, la quale non potrà che esacerbare il clima e i toni già piuttosto tesi all'interno del movimento.

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