Manovra, Celletti (Lega Nord): "Il sindaco ha perso un'occasione per tacere"

Il sindaco Lucchi ha perso perfino l’occasione di Ferragosto per tacere. Al di là degli auguri alla città, il Nostro ha trovato un’ulteriore pretesto per attaccare il Governo e per giustificare le proprie manchevolezze amministrativ

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Il sindaco Lucchi ha perso perfino l’occasione di Ferragosto per tacere. Al di là degli auguri alla città, il Nostro ha trovato un’ulteriore pretesto per attaccare il Governo e per giustificare le proprie manchevolezze amministrative.

 

Il primo cittadino si è infatti nuovamente scatenato contro Palermo ed il suo sindaco. Non intendiamo qui difendere la Giunta palermitana, ci mancherebbe!. Ciò che dà noia è invece la petulanza miope di Lucchi che utilizza ogni pretesto per dare addosso alle politiche governative, anche senza cercare di analizzarne i risvolti.

Ma non sta neppure qui il problema. Il dato più grave è che il sindaco ci mostra, in questo modo, quanto sia indietro il suo partito (che sa dire solo ‘no’, senza dare suggerimenti credibili) rispetto ai problemi del presente e di come la sinistra in generale, nei suoi apparati, sia ancora ferma agli anni ’70.

 

Momento storico in cui sono incominciati i guai che paghiamo oggi, con amministrazioni e governanti di sinistra e centro-sinistra che hanno consentito al Paese, alle Regioni, alle città, per ovvi benefici elettorali e clientelari, di spendere e spandere, illudendo le persone di poter vivere al di sopra di quanto potevano permettersi. Quasi fosse stato un nuovo diritto acquisito.

Di qui muove la nostra preoccupazione per il futuro della comunità cesenate, se correlato allo strabismo del sindaco che teme di dover giustificare, oggi, gli sprechi fatti nella nostra città nel corso degli anni e di dover tagliare gli enormi costi dei troppi servizi erogati, e non sempre in modo efficiente, anche a chi non ne aveva la necessità o il diritto.

 

Servizi con un costo al di sopra delle nostre possibilità, utili tuttavia a garantire duraturi consensi.

Ora siamo al ‘redde rationem’, alla resa dei conti. E non a caso contro il rigore del Governo partono, da gran parte della sinistra, le bordate per difendere feudi creati nel corso di decenni.

Non che condividiamo in toto il decreto tremontiano, anzi, ma di qui al dilagare dell’effetto ‘nimby’ nell’area del centro-sinistra e delle varie lobbies nazionali (tagliate, ma non nel mio orticello) ce ne corre.

 

La nostra speranza è che, in questa situazione, la gente riesca ad individuare chi è un bravo amministratore e chi invece è solo un venditore di fumo. Il pericolo maggiore sarebbe infatti ragionare con la pancia e non anche con la testa.

 

Inutile quindi gridare contro il Governo per celare le magagne locali. I conti di Cesena tornano veramente, come i nostri amministratori sostengono? Se sì, partiamo avvantaggiati. E con scelte oculate, che non  penalizzino troppo i settori vitali, rinunciando a certi dispendiosi progetti, potremo farcela senza troppi drammi. Di certo, tuttavia, la maggioranza di sinistra dovrà lasciare fuori dalla porta tutto il back ground ideologico che l’ha guidata finora, come dovrà spogliarsi di quella propensione ad individuare o a legittimare, per questioni di parte politica, solo certi interlocutori, magari compiacenti per interesse o per piaggeria.

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