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Manifesti anti-aborto, il Pri: "Terrorismo psicologico e disinformazione"

"E' un concentrato di disinformazione - attacca il Pri- disonestà intellettuale, oscurantismo come se ancora oggi ci fosse chi non sa rassegnarsi che l'inquisizione sia finita da un pezzo"

Il Pri cesenate interviene con Romano Fabbri sul caso della pillola abortiva di Pro Vita & famiglia "Prenderesti mai un veleno? Stop alla pillola abortiva RU486".

"E' un concentrato di disinformazione - attacca il Pri- disonestà intellettuale, oscurantismo come se ancora oggi ci fosse chi non sa rassegnarsi che l'inquisizione sia finita da un pezzo. Un manifesto che fa capire quali forti argomentazioni abbia Provita dalla sua: seminare terrore nelle donne come unico mezzo per aiutarle nell'affrontare una scelta tanto drammatica, intima e delicata. La risposta non è lo strappo o l'oscuramento dei manifesti. Tutti i farmaci possono avere effetti collaterali e la RU486 ne ha come tutti. Ma esiste la farmacovigilanza che se ne occupa, al contrario degli autori del manifesto che cercano di fare terrorismo psicologico . Quando avete mal di testa allora non prendete analgesici, non si sa mai che vi facciano male.  La RU486 la usano ovunque, in tutta Europa. In Svizzera è prassi. Le donne abortiscono e stanno bene".

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