Ferrini (Libera Cesena): "Macfrut, che ne pensa la candidata Lia Montalti?"

"E anche il MACFRUT se ne va. D’altronde, la Fiera di Cesena era l’unica voce in attivo tra le società con dentro i comuni, figuriamoci se la matrigna Bologna non ce la requisiva. La rassegnazione, a volte, è una virtù"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

E anche il MACFRUT se ne va. D’altronde, la Fiera di Cesena era l’unica voce in attivo tra le società con dentro i comuni, figuriamoci se la matrigna Bologna non ce la requisiva. La rassegnazione, a volte, è una virtù: inutile combattere ciò che non puoi evitare. Quello che non va giù, però, è che il capitano della nave che affonda, anziché prendersi le responsabilità del naufragio, le scarichi addosso ad altri.

Addosso ad altri che non c’entrano nulla. Perché la colpa è del PD, del PD di Bologna (dicono...). Del partito-blob dentro al quale Lucchi sguazza silenzioso e ubbidiente: ubbidiva prima al boss Errani, ubbidirà al prossimo capocordata. Fu così per l’aeroporto di Forlì, adoperato dai conquistadores bolognesi del PD quando il loro era impraticabile, poi abbandonato e squalificato quando non serviva più. E, ubbidiente come sempre, Lucchi lo lasciò marcire, senza nemmeno dare una mano alla sorella Forlì.

Lo stesso, oggi, accade per MACFRUT: la grassa Bologna, il Partitone del Capoluogo, comandano; la Romagna e Cesena, in prima fila, ubbidiscono. Dobbiamo rassegnarci? Sia pure. Un po’ di dignità, però, vorrebbe che ci si guardasse in giro un attimino, dalle finestre dello Studio Ovale di Palazzo Albornoz: non solo fine del Macfrut, ma… una vetrina sì e una no reca scritto ‘affittasi’ ‘vendesi’; a Cesena fallisce una ditta al giorno; l’autotrasporto, non soccorso, è deceduto; l’edilizia ed il suo indotto sono già sottoterra; si trasformano aree edificabili in agricole con mezzo gaudio dei proprietari … Ci sarà pure qualcosa che non ‘funzia’ nella gestione Lucchi&Friends? O è sempre tutta colpa del dottor Balanzone?

Vorremmo vedere un pochino di modestia, il Sindaco battersi il petto: e invece la solita presunzione, il solito scaricabarile. Una domandina finale, giusto per dare un po’ di pepe all’imminente quanto dimenticata elezione del Consiglio regionale: la cesenate consigliera in pectore, la gentile Dott.ssa Lia Montalti, con la sua etichetta ‘PD doc’, cosa pensa dello scippo del MACFRUT? Cosa chiederà, la nostra possibile ‘unica’ rappresentante a Bologna, al suo candidato presidente? La Romagna, e Cesena, che fine faranno?

Luca Ferrini - Portavoce ‘LIBERA CESENA’

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