M5S Rubicone: "Più attenzione alla cultura"

" patrimonio culturale, infatti, partecipa allo sviluppo economico del nostro Paese, perché produce esternalità in molteplici filiere coinvolgendo attività come ad esempio il commercio, il turismo, i trasporti, ma anche edilizia e agricoltura"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Una moderna concezione, che tiene il passo con la crisi e con le mutevoli vicende del ciclo economico, guarda alla Cultura come una qualsiasi risorsa strategica, al pari dell’energia e del petrolio, delle infrastrutture in trasporti, comunicazione ecc. Il patrimonio culturale, infatti, partecipa allo sviluppo economico del nostro Paese, perché produce esternalità in molteplici filiere coinvolgendo attività come ad esempio il commercio, il turismo, i trasporti, ma anche edilizia e agricoltura.

L’industria culturale italiana oggi fattura 80,8 miliardi di euro, pari al 5,8% del valore aggiunto prodotto dalla nostra economia. Gli occupati sono 1,4 milioni di persone, il 5,6% del totale degli occupati, superiore al settore primario o a quello della meccanica, le imprese più di 400mila. Gli effetti monetari prodotti su questo segmento riescono ad attivare sul resto dell’economia 133,4 miliardi arrivando a costituire una filiera di 214,2 miliardi di euro. Tutto l’indotto – dalle industrie culturali e creative al patrimonio storico-artistico e architettonico, dalle arti visive e dello spettacolo a tutta la filiera di settore – vede il suo ruolo crescere notevolmente dal 5,8% al 15,3% dell`economia nazionale e impiega ben 4,5 milioni di persone in attività private, pubbliche e no-profit, il 18,1% degli occupati.

I dati citati (sorprendenti almeno per chi è ancora ancorato a un`idea vecchia di innovazione, impresa e attività economica) li forniscono studi e dimostrazioni scientifiche fondate su risultati di ricerche condotte con criteri rigorosi e non su chiacchiere o opinioni.

Questa è la prova che con la cultura si mangia e che l’industria culturale crea un indotto enorme.

La crescita del valore delle imprese del settore cultura nel quadriennio 2007-2011 è stata dello 0,9% annuo, più del doppio rispetto all`economia italiana nel suo complesso (0,4%). Nonostante la crisi, la tenuta occupazionale è stata tenace: nel medesimo periodo gli occupati nel settore sono cresciuti +0,8% all’anno, a fronte di una flessione -0,4% subita a livello generale. Nel 2011 il bilancio commerciale del settore si è chiuso con un saldo di 20,3 milioni di euro. Il che significa che la Cultura è un settore in controtendenza che ha contribuito, seppur in modo contenuto, alla ripresa del PIL.

Nessun investimento è più redditizio di quello culturale. Si pensi che un solo euro investito può avere un ritorno di 4 euro nel fatturato dell’indotto, che considera non solo i ritorni direttamente imputabili al bene culturale in oggetto, ma tutte le attività direttamente ed indirettamente connesse: dalla vasta industria dei souvenirs, alla ricezione alberghiera, alla ristorazione, ai manufatti locali a tutto ciò che è connesso con il settore del turismo.

Questo tema assume toni grotteschi se si pensa che l`Italia è un immenso museo all`aperto. Possiede, infatti, il più ampio patrimonio culturale a livello mondiale con oltre 3.400 musei, con circa 2.000 aree e parchi archeologici e con 43 siti Unesco. Nonostante questo primato gli Stati Uniti hanno un ritorno commerciale 16 volte quello italiano, Francia e Regno Unito tra 4 e 7 volte.

Dati impietosi.

Ancora una volta va puntato il dito contro le istituzioni e la cecità della politica, risultato questo di una popolazione, la nostra, tra le meno istruite d’Europa.

La Valle del Rubicone deve avere un piano di sviluppo del turismo culturale al fine di incentivare e rivalutare il patrimonio artistico e paesaggistico del territorio e svilupparne l’indotto collegato, settore questo che oggi pesa in scala nazionale il 33% circa del totale turismo.

Per noi del M5S la promozione culturale – indirizzata principalmente alla società del futuro (i bambini) e ai valori del passato (gli anziani) – va incrementata nella direzione del nostro programma, visibile su www.savignano5stelle.it. L’impatto economico va rivalutato con una strategia sapiente, non basta solo la pianificazione ma avere capacità di penetrare nel tessuto urbano. Una corretta gestione studia e organizza il percorso: le forze economiche e sociali hanno il dovere di partecipare attivamente; la rete dell’industria locale deve essere sensibilizzata e integrata soprattutto nei progetti di grande spessore. Il comparto culturale dovrebbe essere la parte integrante di un processo di unificazione giurisdizionale con una gestione logistica e amministrativa trasversale, permettendo interventi programmati sul recupero di tutte le ricchezze esistenti nell’area del Rubicone. L’organizzazione di eventi andrà rimodulata con adeguati investimenti, studiando formule di cooperazione con manifestazioni nazionali e internazionali, con l’implementazione di nuove tecnologie e sviluppo delle potenzialità offerte dal mercato del merchandising. Il personale comunale può essere delegato al reperimento dei fondi nazionali e comunitari che, anche se di complessa disciplina e con tempi e modalità non sempre rapidi e attuativi, potrebbero permettere la progettazione nel futuro di un Auditorio del Rubicone e di un Ufficio Turistico che promuove “linee culturali” interconnesse alla stazione ferroviaria, di cui l’area urbana trarrebbe beneficio e immensa ricchezza.

Infine, che la Rubiconia Accademia dei Filopatridi sia orgoglio di tutto il territorio e per un solerte amministratore il gioiello da custodire, coltivare e amare. Un dovere per i futuri figli di questa terra che se non assolto sarebbe come il cieco che non vuol vedere, e certo peggiore della cecità fisica è quella intellettuale. Savignano, “piccola Atene di Romagna”.

Movimento 5 Stelle Rubicone

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