Tasse non riscosse, il M5S: "Al Comune mancano oltre 45 milioni di euro"

Claudio Capponcini e Natascia Guiduzzi del M5S Cesena presentano i dati relativi ai crediti che vanta l'amministrazione verso i cittadini e mai riscossi degli ultimi tre anni

"Dal 2008 non sono stati riscossi ben 45,8 milioni di euro, la gran parte accertati nel triennio 2016-2018, somma che grava sul bilancio del Comune". Claudio Capponcini e Natascia Guiduzzi del M5S Cesena presentano i dati relativi ai crediti che vanta l'amministrazione verso i cittadini e mai riscossi degli ultimi tre anni. "Dopo mesi a rincorrere i dati sugli insoluti per conoscere a quanto ammontassero, dopo aver chiesto e richiesto in commissione di avere cifre puntuali, dopo che la nostra interpellanza per far luce sullo stato delle cose presentata nel consiglio comunale del 28 febbraio era stata respinta in quanto l'amministrazione si era dichiarata impreparata a rispondere, sabato finalmente, ci è giunta risposta scritta ai quesiti posti e ne emerge un quatro clamoroso", esordiscono i pentastellati.

Si tratta, continuano Cappncini e Guiduzzi, di "circa 46 milioni di crediti su un bilancio totale del Comune di poco superiore ai 100 milioni. Il 50% del bilancio, il doppio di quanto riscosso in Imu (24 milioni), 3 volte l'importo totale della Tari (16 milion)". Mancano all'appello quindi i soldi non versati per Ici-Imu, tari, tassa sull'occupazione di suolo pubblico, tassa di soggiorno, rette scolastiche, contravvenzioni al codice della strada, sanzioni amministrative, recupero crediti edilizia privata, canoni di locazione. Per quanto riguarda gli "insoluti, cioè pagamenti non effettuati e non ancora passati a coattiva perchè il Comune aspetta 3 anni prima di effettuare il recupero forzato, sono stati emessi 23,8 milioni, ne sono stati incassati 4 milioni e restano da incassare 19,8 milioni". Per quanto riguarda il dato coattivo, cioè importi non riscossi che vanno a riscossione forzata dopo tre anni, sono stati emessi 33,5 milioni, con un residuo di 26 milioni (ne sono stati incassati 7,5).

Il M5S parla di "un quadro clamoroso che apre a molteplici osservazioni, tutte politiche. Tasse, rette, contravvenzioni e altri oneri emessi, con un costo di emissione a carico del Comune, mai pagati e mai recuperati. Se da una parte è condivisibile la politica applicata dal vice sindaco sul “ravvedimento operoso” e i “recuperi dolci” (un cittadino può non aver pagato semplicemente perchè se ne è dimenticato ed applicare ulteriori sanzioni può portare a vedere quel credito mai più pagato) che fanno slittare i tempi di pagamento, dall'altra parte sorge il dubbio che a Palazzo Albornoz siano un po' prudenti e un po' dormienti. Senza voler pensare che si chiuda un occhio su qualcuno o qualcosa".

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"Attualmente nessuna indagine è stata fatta su questi insoluti - proseguono Capponcini e Guiduzzi -. Non si sa perchè questi cittadini non paghino, né le motivazioni, né in quale situazione economica si trovino. Queste tasse, emesse sostenendo un costo a carico della collettività, vanno ad aumentare il debito totale a carico di tutti senza alcuna certezza che vengano riscosse, ma con la sicurezza che saranno sempre di più quelli che non pagherano o che non potranno pagare. Pazzesco". Concludono i pentastellati: "Da due mesi in Commissione prima, in Consiglio Comunale poi, il M5S ha cercato di introdurre nel Regolamento di contabilità l'attenzione puntuale e periodica sugli insoluti, ritenendo fosse troppo debole rilevare una volta all'anno solo una loro componente, quella delle riscossione coattiva. Troppo oneroso da parte dell'amministrazione è stato risposto, mentre il governo politico, che su quella amministrazione si dovrebbe imporre nella tutela dei cittadini, faceva spallucce sulla cifra stimata di 20 milioni di euro, che ora si è rilevata oltre il doppio".
 

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