Parcheggi, tasse e rifiuti, Di Placido (LibDem): "Anno nuovo, vecchia arroganza"

"Il 2015 è iniziato sotto il segno di una preoccupante continuità nella gestione della città, fatta di arroganza e improvvisazione. Ne abbiamo tre lampanti esempi in questi giorni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

"Il 2015 è iniziato sotto il segno di una preoccupante continuità nella gestione della città, fatta di arroganza e improvvisazione.
Ne abbiamo tre lampanti esempi in questi giorni: la vicenda del parcheggio di Piazza della Libertà, i rimborsi TASI, la gestione integrata dei rifiuti. Era l’Aprile 2011 quando, a seguito di una delle tante kermesse autocelebrative di questi ultimi anni, “Al centro dell’ultimo kilometro”, il  Consiglio Comunale votava una delibera di “Progetti per lo sviluppo del Centro Storico” nella quale si parlava di "avvio di un project financing di iniziativa privata per la costruzione di un parcheggio sull’area pubblica di Viale Carducci e/o di Via Serraglio”.

Dopo quasi quattro anni, siamo ancora allo stesso punto, anzi no, perché abbiamo perso altri quattro anni. Evidentemente, neanche 8.000 firme contro l’eliminazione del parcheggio in Piazza della Libertà contano qualcosa, se la risposta che si dà loro è rispolverare un progetto a esclusivo carico dei privati (come per la nuova caserma dei carabinieri, ma in quel caso il ritorno economico è ben evidente e, guarda caso, contrario agli interessi del Centro Storico). E’ curioso, per non dire altamente irritante, che quei 50 metri in linea d’aria tra Piazza della Libertà e Viale Carducci facciano una differenza così grande sulla realizzazione di un parcheggio: entro le mura no, subito dopo sì.
Le mura cittadine, sistematicamente dimenticate e lasciate all’incuria, diventano in questo caso una sorta di confine invalicabile.

E, soprattutto, si concede graziosamente di poter realizzare un progetto ma senza oneri per il Comune, quando il medesimo si appresta a buttare via 3,1 milioni dei cittadini per una riqualificazione assurda e assassina (perché, ed è proprio così, il Centro storico morirà, anche se ad alcuni pare un messaggio troppo forte), oltretutto senza che si abbia nemmeno una idea di cosa fare in quella piazza senza macchine (il nuovo museo cittadino? La nuova sede di CesenaLab e Fablab? La nuova collocazione di una parte del mercato ambulante?)
Ribadiamo la nostra idea di celebrare un referendum cittadino su Piazza della Libertà, e chiamiamo tutte le forze vitali della città a mobilitarsi insieme a noi.

Sui rimborsi TASI, la contraddizione è quasi comica: prima si pianifica un cervellotico sistema per il pagamento con la giustificazione che lo si fa per la massima equità; poi, dopo aver incassato più soldi di quelli dovuti a causa della rinuncia da parte di molti cittadini a cimentarsi in quella prova di sopravvivenza, si preannuncia un rimborso (tra sei mesi) uguale per tutti. Tipico esempio del sistema “chiagne e fotti” (colorita espressione partenopea sdoganata da Indro Montanelli e Umberto Eco): decantare l’equità (aggiungendo una bella lamentazione sui soliti tagli dei trasferimenti statali), e intanto incassare tutto quello che si può. E così, anche questa volta, i cesenati hanno pagato 1, 6 milioni in più di quello che dovevano, senza vedere né una seria spending review del bilancio comunale, né una riduzione della pressione fiscale, né snellimenti burocratici. Restiamo in preoccupatissima attesa dei provvedimenti sulla tassa di occupazione di suolo pubblico.

E, come ciliegina sulla torta, vogliamo ricordare il voto contrario di Cesena alla decisione di togliere a HERA il monopolio della gestione integrata dei rifiuti, per dare vita a un sistema più economico e rispettoso delle specificità di cittadini e aziende: guai a disturbare il manovratore, e tra manovratori ci si intende. E pensare che, secondo il Sindaco, siamo "all'avanguardia nelle politiche ambientali", al punto che abbiamo mandato in Regione l'ex Assessore. Una gran bella continuità, non c’è che dire. Anche il nuovo Presidente della Regione Bonaccini, con le sue prime dichiarazioni, è più avanti dei suoi omologhi cesenati. Il Sottosegretario Gozi dice che “l'onda lunga del cambiamento renziano non è ancora arrivata a Cesena: è ora”. Non lo dica a noi, che ce ne siamo accorti da tempo, e che da cittadini civicamente impegnati viviamo con forte insofferenza questa ipocrisia. Noi continueremo a stare in campo e a combattere la battaglia politica per restituire aria fresca alla nostra città".

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