Lotta alla disoccupazione: volantinaggio in Piazza del Popolo

Potere al Popolo ha organizzato un volantinaggio sul tema del lavoro

Sabato, dalle ore 10 in Piazza del Popolo, Potere al Popolo ha organizzato un volantinaggio sul tema del lavoro. "Un giovane su tre è disoccupato - afferma Anna Strippoli -. La disoccupazione cala solo grazie all’aumento dei contratti precari, del part-time imposto, della sottoccupazione (superata quota 3 milioni). Si è dato il via libera definitivo ai licenziamenti illegittimi, ai demansionamenti, alla massima precarietà, sia per il lavoro dipendente che per quello autonomo, che spesso lo è solo di nome".

"I salari si sono impoveriti, la ricchezza si è spostata dal lavoro al capitale e alla rendita - aggiunge -. Se sei donna, il tuo lavoro costa meno ed è più precario.  Se sei giovane, sei ancora più sfruttato e il lavoro è persino gratuito. Il lavoro è "nero" e "grigio". Inoltre di lavoro si continua a morire". Potere al Popolo chiede "la cancellazione di tutte le leggi che negli anni hanno negano il diritto ad un lavoro stabile e sicuro; e delle principali forme di lavoro diverse dal contratto a tempo indeterminato a partire dai voucher alla messa fuori legge del lavoro gratuito, a qualsiasi titolo prestato (a partire dell'alternanza scuola-lavoro)".

Tra le richieste anche "il contrasto effettivo al caporalato, alle moderne forme di schiavismo, al lavoro  "nero" e "grigio”; l'abolizione degli Ordini professionali, con l’introduzione di un compenso equo ed esigibile per le lavoratrici e i lavoratori autonomi, e l’estensione ad essi degli ammortizzatori sociali previsti per il lavoro dipendente: il ripristino dell’originario articolo 18; la fine delle discriminazioni di genere e della disparità salariale; misure incisive per la sicurezza sul lavoro; e la difesa e il recupero di un reale diritto di sciopero e una legge sulla democrazia nei luoghi di lavoro".

"Occorre impedire che continui la fuga delle giovani e dei giovani dall’Italia e riaffermare il diritto al lavoro per tutte e tutti - conclude Strippoli -. Bisogna farlo con la riduzione dell’orario di lavoro a 32 ore settimanali a parità di salario, tanto più necessaria a fronte dei processi in atto di automazione delle produzioni. Servono la riduzione dell’orario di lavoro nell’arco della vita, investimenti pubblici in politiche industriali e nella riconversione ecologica delle economia ed assunzioni pubbliche per potenziare e riqualificare il welfare".

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