Giovedì, 29 Luglio 2021
Politica

Elezioni regionali, Montalti sulla disoccupazione: "Puntare su Garanzia Giovani e servizio civile"

In Emilia-Romagna si parla di 112mila ragazzi, un dato quasi raddoppiato nei sei anni di crisi economica. E dal 2008 al 2013 il tasso di disoccupazione giovanile fino a 24 anni è triplicato

Garanzia giovani e servizio civile regionale, due modi diversi, ma intrecciati, per ridare una speranza ai più sfiduciati, quella massa di giovani che non studia, non lavora, non si forma e ormai non cerca nemmeno più un’occupazione. In Emilia-Romagna si parla di 112mila ragazzi, un dato quasi raddoppiato nei sei anni di crisi economica. E dal 2008 al 2013 il tasso di disoccupazione giovanile fino a 24 anni è triplicato, passando dall’11,1 al 33,3 per cento.

“Si tratta di numeri impressionanti – commenta Lia Montalti, candidata al Consiglio regionale – ma la politica può e deve dare delle risposte. In campo ci sono già due strumenti strettamente connessi: Garanzia giovani, un piano del Governo Renzi sostenuto in parte da fondi europei, e il Servizio civile regionale, sul quale l’Emilia-Romagna ha investito negli ultimi anni. Quest’ultimo dotrà avere un ruolo ancora maggiore in un momento in cui il progetto di rilancio del Servizio civile nazionale è rimesso in discussione per questioni di risorse”.

“Ho incontrato diverse associazioni e organizzazioni che seguono progetti del Servizio civile in questi giorni – continua Montalti – rilevando una forte preoccupazione. Una prima risposta urgente, che la Regione potrebbe mettere in atto, è quella, entrando nel merito delle azioni finanziate dal programma Garanzia giovani, di spostare risorse dai tirocini, che vedono una difficoltà nel coinvolgimento delle aziende, al Servizio civile, in modo da poter impiegare bene e in tempi certi i finanziamenti messi a disposizione a favore dei ragazzi. Garanzia giovani è infatti una grande opportunità, dato che è l'unico programma che ha risorse certe destinate alla fascia di giovani che non studiano e non lavorano. Al programma si sono già iscritti 12mila ragazzi, residenti in Regione, tra i 15 e i 29 anni. Va però modificata l'impostazione per poter davvero funzionare, accompagnando i ragazzi nel mondo del lavoro”.

“E’ necessario anche – conclude Lia Montalti – puntare di più sulla rete territoriale rafforzando il rapporto tra gli enti locali e l'azione dei centri per l'impiego, tanto più ora che il ruolo delle Province sta cambiando. Alla neo-imprenditoria, che è tra le azioni supportate da Garanzia giovani, vanno inoltre destinate risorse che siano non solo formative e di consulenza ma che possano riguardare anche gli investimenti”.

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