Violenza verbale sui social, Lia Montalti presenta una risoluzione sul contrasto all'hate speech

E' il richiamo del consigliere regionale Pd Lia Montalti.

"L’odio ferisce e a volte arriva perfino a uccidere. La violenza si declina in vari modi, ma è innegabile che, per mezzo delle tecnologie nella comunicazione, emergano veri e propri comportamenti antisociali. Il termine per definire le violenze verbali che si diffondono tramite la rete è quello di hate speech e poche settimane fa la Germania è stata il primo Paese a varare una disciplina specifica, che ha preso il nome di ‘legge Facebook’ per sanzionarlo e quindi mitigarne gli effetti". E' il richiamo del consigliere regionale Pd Lia Montalti.

“Il codice entrato in vigore nell’ordinamento tedesco a inizio ottobre costringerà i social network con più di due milioni di iscritti a cancellare rapidamente i contenuti diffamatori, pena multe salatissime che potranno raggiungere i 50 milioni di euro - riporta Montalti -. Da noi e nel resto del mondo attualmente possiamo solo affidarci ai codici interni delle aziende, come Facebook, Instagram o YouTube, che non sempre intervengono in maniera tempestiva ed efficace. Sarebbe invece importante introdurre regole uniformi che evitino la messa in rete e la circolazione di messaggi di odio basati sul genere, l’etnia o la provenienza geografica, lo status sociale, la religione, l’orientamento sessuale”.

“Sul contrasto all’hate speech è stato depositato alla Camera un disegno di legge di iniziativa parlamentare nel novembre scorso e anche le Istituzioni europee stanno lavorando a provvedimenti sul tema. In attesa che la normativa nazionale ed europea venga approvata è importante intervenire sulla prevenzione ed educazione per un corretto ed adeguato utilizzo dei social. Per questo – spiega l'esponente del Pd - ho presentato una risoluzione per chiedere alla Giunta della nostra Regione di moltiplicare le iniziative di educazione e prevenzione, a partire dalla fascia adolescenziale, maggiormente a rischio. Penso inoltre che l’Emilia-Romagna debba sollevare la questione a livello statale affinché si approvi rapidamente una norma in grado di contrastare efficacemente il fenomeno, imponendo la rimozione celere dei contenuti e prevedendo sanzioni consistenti per i gestori che non dovessero adempiervi”.

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