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Lega: "Sono allo stremo, risposte e sostegno per tutte le imprese sportive"

"L’amministrazione Lattuca non deve dimenticare che a Cesena le imprese che operano nel settore dell’attività fisica, nel più ampio senso del termine, sono decine con decine di dipendenti e oggi, dopo quasi un anno di inattività obbligata, sono allo stremo"

“Palestre, piscine e centri sportivi devono poter riaprire in sicurezza. Ne siamo convinti, come siamo in sintonia con quegli amministratori pubblici che ritengono indispensabile sostenere tutto il settore dello sport messo in ginocchio dai DPCM del Governo Conte. Apprendiamo che la Giunta comunale ha esentato fino al prossimo giugno il pagamento delle tariffe per l’uso di palestre comunali e provinciali. Va bene. Ma l’amministrazione Lattuca non deve dimenticare che a Cesena le imprese che operano nel settore dell’attività fisica, nel più ampio senso del termine, sono decine con decine di dipendenti e oggi, dopo quasi un anno di inattività obbligata, sono allo stremo”.

Lo affermano in una nota i consiglieri comunali della Lega Antonella Celletti e Fabio Biguzzi.

“Molti imprenditori non lavorano da marzo 2020, hanno investito in sanificazione degli ambienti e sono a corto di liquidità. Molti hanno preferito non aprire neppure nello spiraglio concesso dal Governo da giugno ad agosto, mesi in cui solitamente le palestre sono meno frequentate. La riapertura, poi, era al 50% e il ‘terrorismo’ mediatico ha fatto il resto, nonostante non ci siano dati rispetto a contagi avvenuti in palestra. Chiusure, quindi, senza giustificazioni o motivi apparenti, che hanno avuto come conseguenza non solo disoccupazione e problemi economici, ma hanno determinato anche ricadute negative alla comunità non solo in termini di benessere psico-fisico. Pensiamo, solo per esempio, alle giovani atlete della squadra di nuoto sincronizzato di Cesena, che, dopo mesi di chiusura della piscina e con la possibilità (purtroppo impraticabile per ragioni logistiche) di allenarsi solo a Forlì (dove la piscina era aperta per gli agonisti), dovranno dire addio ai campionati di nuoto sincronizzato di marzo, mentre il duro lavoro di anni di allenamento va perduto. Che risposte hanno ricevuto dal Comune? Il mondo delle imprese sportive deve essere considerato tutto sullo stesso piano: non ci devono essere soggetti in serie A e altri in serie B. Anzi, crediamo che l’attenzione debba essere rivolta soprattutto a chi ha investito nel settore e non sta ricevendo risposte né dallo Stato, nè dalla Regione, né dal Comune. La richiesta che rivolgiamo in particolare all’assessore Christian Castorri è quella di trovare una soluzione a questa lacuna, noi della Lega non faremo mancare il nostro appoggio”.

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