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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Politica

Le edicole chiudono, la Lega: "E' emblematico il caso di Borello, bisogna trovare delle soluzioni concrete"

"Non è un problema di oggi. Quindici anni fa sembra fossero circa 40.000 le edicole in Italia, attualmente si parla di un calo consistente, quelle attive sarebbero circa 14.500", sottolinea Fabio Biguzzi

"E’ urgente trovare una strada pratica per risolvere il problema della chiusura delle edicole soprattutto nei quartieri periferici. Per questo abbiamo lavorato sulla mozione di Csn presentando emendamenti che, accolti, ci sembra abbiano dato maggiore concretezza al testo”. Così in una nota il consigliere comunale della Lega Fabio Biguzzi che, in aula, ha portato l’esempio del quartiere Borello dove ha chiuso l’unica edicola presente.

“Conosciamo le difficoltà che le edicole stanno attraversando. Non è un problema di oggi. Quindici anni fa sembra fossero circa 40.000 le edicole in Italia, attualmente si parla di un calo consistente, quelle attive sarebbero circa 14.500. Causa principale delle chiusure sarebbe la diminuzione progressiva della vendita dei quotidiani cartacei. E’ evidente, tuttavia, che le edicole rivestono una funzione importante anche dal punto di vista sociale e non solo per garantire la diffusione capillare dell’informazione anche a vantaggio di chi non ha disponibilità o dimestichezza con il digitale. Un problema che si amplifica nelle zone decentrate. Caso emblematico è quello di Borello, ormai si devono percorrere diversi chilometri per raggiungere l’edicola più vicina”.

Di qui, la ricerca di soluzioni concrete e percorribili fin da subito.

“Abbiamo ripercorso il testo delle varie norme che regolano la materia, ampiamente liberalizzata. C’è tuttavia un punto nevralgico da risolvere. Faccio un esempio: a Cesena i grandi supermercati possono vendere quotidiani e riviste andando in concorrenza, in alcuni casi, con edicole vicine già in crisi. A Borello, al contrario, sembra che i supermercati presenti, quand’anche fossero disponibili a supplire alla mancanza di un’edicola, non possano vendere quotidiani e settimanali perché la loro superficie di vendita sarebbe inferiore a quella richiesta dalla norma. In comuni limitrofi, tuttavia, sembra che sia stata data un’interpretazione diversa alla legge in modo tale che anche un market di piccole dimensioni può vendere quotidiani e riviste. Di qui, la richiesta pressante alla Giunta Lattuca di avviare un confronto concreto con le forze politiche e con le associazioni di categoria interessate per trovare soluzioni al problema che sta investendo anche il centro città. Garantire la massima diffusione di un’informazione plurale è la strada maestra di una democrazia compiuta e liberale”.

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