Famiglini: "La “città della colonie” sia in primo luogo un'occasione economica"

"Riteniamo che sia necessario proporre un piano di riorganizzazione complessivo che renda possibile per l'imprenditoria locale intervenire da protagonista"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Ha recentemente richiamato l'attenzione sul futuro del comparto della "Città delle Colonie" l'ex presidente della STU, Mauro Agostini, sollecitando la ripresa del dibattito cittadino sul tema. Da parte nostra ci eravamo più volte espressi sull'argomento e riteniamo che l'area di Ponente su cui si vorrebbe proporre un complessivo progetto di riqualificazione rappresenti un'importante opportunità di sviluppo per la città. Tuttavia, affinché l'operazione urbanistica produca vera ricchezza per la comunità e non risulti solo un'abnorme occasione speculativa di difficile concretizzazione e gestione finanziaria riservata a pochi investitori nazionali ed internazionali in certi casi in feroce competizione con il tessuto economico locale, riteniamo che sia necessario proporre un piano di riorganizzazione complessivo che renda possibile per l'imprenditoria locale intervenire da protagonista in seno all'intero progetto di riqualificazione. Al fine di portare sollievo al mondo delle costruzioni in profonda crisi e contestualmente di preservare un territorio agricolo assalito da una cementificazione selvaggia, sarebbe in realtà opportuno fare del progetto di recupero della zona della "Città della Colonie" un nuovo terminale di sviluppo per l'imprenditoria edile locale in seno ad un piano pluridecennale di espansione urbana che preveda un'armoniosa pianificazione edilizia rispondente alle reali necessità socio-economiche della collettività, da sovrapporre anno dopo anno all'attuale paesaggio urbano occupato essenzialmente da colonie in parte in disuso nonché da strade prive di alcuni servizi essenziali come lo scolo delle acque piovane. Ciò ovviamente non esclude, ma anzi rende auspicabile, la necessità di inserire in seno al progetto di una nuova razionale urbanizzazione del territorio, una revisione ed un potenziamento complessivo del verde pubblico esistente e la reintroduzione di un sistema di difesa naturale dell'arenile che veda nella duna sabbiosa ed nella parziale rinaturalizzazione della spiaggia gli elementi di maggior pregio dell'intervento.

Axel Famiglini

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