L'assemblea Antifascista: "Lattuca e Rossi sulle posizioni di Casa Pound per la sicurezza"

“Sicurezza, degrado, “legalità”: sono diventate le parole magiche come arma di distrazione di massa attorno alle quali costruire il consenso ai  veri interessi della borghesia dominante "

Dura critica dell’Assemblea Antifascista di Cesena per la partecipazione di Casa Pound, alle prossime elezioni comunali: “Anche a Cesena i seguaci di questa organizzazione non mancano di “etichettarsi” per quello che realmente sono, pur mantenendo un profilo basso rispetto agli standard di altre città: cori e schiamazzi a tarda ora nel centro della città inneggianti a Hitler e alle eroiche “imprese” fasciste contro i barbari africani e slavi; striscioni a sfondo razzista, insulti e minacce a giovani cesenati “colpevoli” di avere amici con la pelle troppo scura... Fin qui tutto “normale”. Almeno per le forze dell'ordine”.

“Di fronte a queste brevi premesse, vedere il candidato a Sindaco di Casa Pound Barzanti, prototipo del piccolo borghese “avanguardista” di mussoliniana memoria, partecipare insieme agli altri candidati a gare sportive con relative foto insieme all'odierno Sindaco, Paolo Lucchi (PD), e a incontri con i giovani ell'AGESCI come se fosse il rappresentante di una associazione di filantropi, ci dà il senso di quanto la politica, quella con la P maiuscola e anche quel mondo dell'associazionismo cattolico abbiano perso il senso della “ragione” di fronte a tanta ipocrisia e retorica “democratica” per arrivare a legittimare i fascisti in queste sceneggiate pre-elettorali. Forse abbiamo torto noi a indignarci per questo. Soprattutto dopo aver sentito i programmi dei candidati del centro-sinistra e della destra “per bene” (Lattuca e Rossi) quasi sovrapporsi a quelli dell'”avanguardista” in materia di sicurezza e “lotta al degrado”. Forse Barzanti non era fuori posto. Spenti i riflettori  sull'antifascismo da parata, sulle cerimonie ufficiali con i cori di “Bella Ciao” un tanto al kilo si ritorna alla “realtà”. Magari la  prossima volta invece di una corsa dei 60 metri si potrà organizzare una gara di tiro a segno”.
Ed ancora: “Perché sia chiaro: Casa Pound non è il “problema” ma il volto più grezzo di una rincorsa trasversale, ipocrita e immorale a chi rappresenta meglio il “partito dell'ordine” che a sua volta serve a rafforzare il “partito del PIL”. Lo abbiamo visto a Torino dove erano tutti insieme in piazza per sostenere la TAV. Un dibattito pubblico totalmente falsato per intorpidire le idee e le coscienze e qui veramente siamo alle olimpiadi di chi le spara più grosse: più poliziotti, più telecamere, più Daspo, più sgomberi, più pistole elettriche, più gas urticanti, più centri di detenzione, più caserme, più manganelli. Manca solo l'olio di ricino! Ma si va a  lavorare per pochi euro all'ora, ci si ammala e si muore sempre più sul lavoro e tutti a testa bassa: sennò a casa”.

Ed infine: “Sicurezza, degrado, “legalità”: sono diventate le parole magiche come arma di distrazione di massa attorno alle quali costruire il consenso ai  veri interessi della borghesia dominante che ha tutto l'interesse a  favorire la ri-legittimazione dei fascisti, dello sciovinismo e della xenofobia per poter mettere in atto indisturbata misure straordinarie  contro gli operai e i ceti popolari. Legalità e giustizia sono due cose diverse. Lo dimostra il fatto che il  più grande “furto” commesso a Cesena è stato fatto dalla più grande e “prestigiosa” banca cittadina amministrata da anni da uomini d'affari e d'impresa stimati e riveriti, ai danni di migliaia di cesenati. Lì non abbiamo visto né ronde di energumeni vestiti di nero, ne DASPO di Minniti. In questi mesi di mobilitazioni antifasciste cittadine lo abbiamo sempre ribadito che i fascismi da combattere sono due: quello dei consigli di  amministrazione, del liberismo economico e dell'austerità per i lavoratori sotto la direzione della famigerata “Troika” ; e il fascismo “sociale” la cui funzione storica è quella di dirottare la rabbia e la protesta verso il basso e non verso l'alto”.

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“E noi non ci stancheremo di contrastare entrambi perché la nostra idea di antifascismo non si è fermata al 25 Aprile. Perché dal fascismo, che  ha continuato a vivere fino ai giorni nostri negli apparati dello Stato, nella polizia, nella magistratura, nelle prefetture, nei servizi segreti non ci siamo mai liberati. Come non ci siamo liberati dallo sfruttamento. Su questo chiameremo alla mobilitazione con un eventuale presidio per  continuare a contrastare la presenza e la legittimazione dei fascisti. Oggi ancor più necessaria di fronte al vergognoso show mediatico di stampo razzista inscenato da Casa Pound a Casalbruciato e al paventato arrivo in città del suo segretario, Di Stefano. E perché siamo fermamente convinti che le città sicure le costruiscono le persone libere”.
 

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