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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Politica

Jus scholae, Lega: "Dissenso totale sul documento di Comunità accogliente. No alla cittadinanza regalata"

“Solo per il Pd e per la sinistra la cittadinanza italiana si può regalare senza problemi a giovani stranieri che probabilmente non sanno che farsene, visto che già godono degli stessi diritti dei loro coetanei italiani"

“Solo per il Pd e per la sinistra la cittadinanza italiana si può regalare senza problemi a giovani stranieri che probabilmente non sanno che farsene, visto che già godono degli stessi diritti dei loro coetanei italiani, nè possono prevedere consapevolmente, da minorenni, quali saranno le loro scelte future. Dietro la battaglia identitaria e divisiva sulla cittadinanza facile c’è il vuoto di un’area politica che non ha ricette per le riforme economiche e sociali necessarie al Paese e trova più facile scatenarsi in questi scontri ideologici a colpi di slogan”. Così in una nota la Lega di Cesena.

“A confermare questa strategia è arrivato anche il sindaco Enzo Lattuca che avrebbe giustificato, intervenendo in un dibattito alla Festa dell’Unità, la mancanza di attenzione della politica del Pd su un tema sociale come quello della sanità pubblica perché, a suo dire, ‘non buca’ l’attenzione della gente, mentre a ‘scaldare i cuori’, per di più ‘a costo zero’, sarebbero le battaglie su ipotetici diritti civili come lo Jus scholae o lo Jus soli (la stessa cosa). Lattuca sembra essere riuscito in un colpo solo a delegittimare la battaglia per la ‘cittadinanza regalata’ e a dare ragione a chi, come la Lega, ha sempre accusato il Pd di strumentalizzarla per motivi elettorali e propagandistici. Se ne faccia una ragione anche ‘Comunità accogliente’, pseudonimo evocativo per una serie di soggetti che hanno prodotto un documento certamente ‘spintaneo’ (sotto dettatura politica) per chiedere le solite cose, Jus soli onorifico e Jus scholae. Il nostro dissenso è totale, non solo per la strumentalità dell’iniziativa, ma anche per l’informazione distorta sul tema. I giovani stranieri possono già chiedere la cittadinanza, che è cosa seria in ogni Paese, al raggiungimento della maggiore età, quando avranno maturato una vera e sentita volontà di identificarsi con una comunità diversa da quella d’origine, con la sua storia, la sua lingua, le sue regole e le sue leggi. La cittadinanza non è il punto di partenza per un processo di integrazione vero e consapevole ma quello di arrivo: regalarla, quindi, non facilita l’integrazione ma potrebbe ottenere l’effetto opposto svilendone il valore".

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