Inquinamento elettromagnetico, Cesena Siamo Noi: "Sempre le stesse argomentazioni"

"Per chi come noi si è sempre interessato della materia, è stato come assistere ad un documentario troppe volte rivisto: stesse argomentazioni da almeno 10 anni a questa parte, stessi toni di chi vorrebbe convincere e sa di non poterlo fare, stessa vuota rassicurazione sul filo di una normativa che dovrebbe garantire la massima tutela"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CesenaToday

Mercoledì 29 ottobre scorso si è tenuta al Quartiere Fiorenzuola di Cesena una conferenza pubblica sul tema dell'inquinamento elettromagnetico. A presiedere l'incontro, come sempre, i nostri rappresentanti degli organismi pubblici, che dovrebbero essere preposti alla tutela dell'ambiente e della salute: ARPA, AUSL e Assessorato Ambiente del Comune di Cesena di turno. Ruolo ricoperto negli anni da persone diverse, ma con connotazioni talmente simili ed argomenti così perfettamente sovrapponibili, quasi si passassero di volta in volta, la stessa sbiadita fotocopia. Pertanto, niente di nuovo sotto il sole.

Per chi come noi si è sempre interessato della materia, è stato come assistere ad un documentario troppe volte rivisto: stesse argomentazioni da almeno 10 anni a questa parte, stessi toni di chi vorrebbe convincere e sa di non poterlo fare, stessa vuota rassicurazione sul filo di una normativa che dovrebbe garantire la massima tutela. Figuriamoci la normativa: è da tutti risaputo come le norme arrivino con ritardi di decenni a far proprie quelle evidenze che la scienza ha già da tempo ampiamente dimostrato. E perchè citare, in modo generico, soltanto gli studi che convalidano la tesi della non pericolosità dei campi elettromagnetici, nei limiti stabiliti dalla legge, omettendo di dire che molti di questi studi (ad esempio il Progetto Interphone) sono co-finanziati dalle stesse grandi compagnie della telefonia?

Nessuna novità interessante dunque, in questa serata, che, se non fosse stato per gli interventi dei cittadini, in grado di stimolare il dibattito ed anche di colmare alcuni vuoti informativi, sarebbe stata di ben poca utilità.

Perchè i rappresentanti delle nostre istituzioni, di cui è noto l'impegno e la competenza, mantengano per forza, nonostante l'evolversi dei tempi e l'accessibilità delle informazioni, una posizione così strettamente conservativa, è dato da sapere. Aggrapparsi a dichiarazioni tranquillizzanti dell'Organizzazione mondiale di Sanità – OMS - quando a tutti sono noti gli scandali che hanno riguardato questa istituzione, primo fra tutti quello del fumo, giudicato cancerogeno con 20 anni di ritardo, rispetto alle evidenze scientifiche, ed i conflitti di interesse che gravano su molti degli esponenti dei gruppi di ricerca, come più volte ha segnalato il prof. Tomatis, italiano, fondatore ed ex direttore dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro – IARC - ci lascia veramente sconcertati.

Quello che è chiaro è che non c'è assolutamente la volontà di prendere in considerazione le ricerche dei tanti scienziati, di ogni parte del mondo, che in maniera del tutto indipendente, ed a fronte di continui ostacoli, da anni studiano gli effetti dei campi elettromagnetici sull'organismo umano, e sono giunti ad importanti scoperte, mettendone ben in evidenza il nesso con l'insorgenza di gravi patologie. Centinaia di pubblicazioni scientifiche dimostrano l'esistenza di altri effetti (non solo termici) in grado di interferire con il delicato biosistema che caratterizza gli esseri umani, a fronte di valori di campo ben al di sotto dei limiti stabiliti dalla legge.

Ne è autorevole portavoce, per rimanere in Italia, il prof. Gino Levis, dell'Università di Padova, che ha speso la vita nello studio degli effetti mutageni dei campi elettromagnetici ed è venuto recentemente a Cesena, per partecipare ad un convegno indetto dalla locale Associazione Romagnola Ricerca Tumori. Ebbene in questa occasione, come in altre simili, laddove la presenza di un esperto esterno (di chiara fama) avrebbe dovuto essere di stimolo ad un dibattito, sicuramente utile sul piano delle acquisizioni e dello scambio reciproco, stranamente ed in modo recidivante, le nostre Istituzioni hanno brillato per la loro assenza. Perchè?

Non sarebbe compito dei nostri specialisti, incaricati di pubblico servizio, e loro precisa responsabilità rispetto ai rischi per la salute collettiva, proprio per il fatto che la comunità scientifica è divisa, assumere posizioni maggiormente cautelative e pretendere l'applicazione del principio di precauzione, oltre che sollecitare con forza i nostri apparati perchè adottino tutte le misure preventive possibili, senza attendere che, dopo decenni di dilazioni, venga a dimostrarsi come il rischio si sia ormai diffusamente ed irreparabilmente consumato? E perchè non fare della vera informazione a 360°, coinvolgendo soprattutto i giovani e le scuole a partire dalle scuole elementari, ad esempio sull'uso corretto del telefonino? Non è forse la prevenzione il compito precipuo, per cui i nostri servizi pubblici sono stati istituiti?

E' veramente inquietante constatare questo attaccamento ai vecchi schemi, e le maglie strettissime in cui i nostri apparati tecnici e politici sono costretti a muoversi nell'assolvimento di una caterva di compiti burocratici, con rare apparizioni pubbliche nel ruolo di chi placa gli animi con argomentazioni della serie "è tutto sotto controllo". Ma vediamolo questo controllo. Nella fattispecie il tanto declamato monitoraggio delle stazioni radio base per i telefonini si riduce, come noi del Movimento Cesena SìAmo Noi abbiamo denunciato sulla base di statistiche della stessa Arpa, a ben poca cosa. Un niente, tenuto conto della selva di antenne per la telefonia mobile (ma ci sono anche altri apparati generatori di campi elettromagnetici, ben più preoccupanti, come le emittenti radio, quelle televisive e gli elettrodotti) che ci contraddistinguono. Chi verifica tutto questo?

Che lo si dica, allora, che i controlli non possono essere fatti, che mancano mezzi , tecnici e risorse, ma soprattutto è mancata fino ad ora la volontà politica di investire seriamente sui monitoraggi ambientali. E come avrebbe potuto la classe politica al potere farci credere per anni di essere i fortunati abitanti del “Paese del Buon Vivere”, della “Wellness Valley”, della “Smart City” o di come si voglia chiamarla, secondo la moda del momento, qualora i controlli avessero dimostrato esattamente il contrario?

Tiziana Lugaresi - Davide Fabbri – Piero Guiducci del Movimento Cesena SìAmo Noi

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