Imu agricola, incontro a Roma: i comuni montani attendono il pronunciamento del Tar del Lazio

La sede del dibattito è stata anche l’occasione per illustrare le peculiarità delle aree montane e la necessità di tutelarne il mantenimento in ottica strategica.

Marco Baccini

Il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini e l'assessore Alessandro Severi hanno partecipato lunedì all'assemblea di confronto fra i sindaci dei Comuni montani e i rappresentanti del Governo, che si è tenuta nell'Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. L’assemblea ha ricevuto la partecipazione di oltre 400 sindaci, che si sono confrontati con i rappresentanti del Governo sulle tematiche che in questi giorni stanno preoccupando le amministrazioni dei Comuni Montani, come l’Imu sui terreni agricoli e l’Iva sul pellet. La sede del dibattito è stata anche l’occasione per illustrare le peculiarità delle aree montane e la necessità di tutelarne il mantenimento in ottica strategica.

Erano presenti in rappresentanza del Governo Andrea Olivero, viceministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, e l’On. Maria Carmela Lanzetta, Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie. Erano anche presenti Enrico Borghi, Roger De Menech e il senatore Giovanni Piccoli, rispettivamente presidente, vicepresidente e vicepresidente vicario dell'Intergruppo parlamentare per lo sviluppo della Montagna. A seguito degli interventi dei rappresentanti del Governo, il sindaco Baccini è intervenuto in aula aprendo il confronto, a cui ha fatto seguito l'intervento di altri 19 sindaci.

Il primo cittadino di Bagno di Romagna ha evidenziato le gravi problematiche connesse all’applicazione dell’Imu agricola, denunciando come i criteri sottesi alla norma in questione e l’attuazione della stessa causino nell’immediato conseguenze irreparabili per i cittadini dei nostri Comuni, oltreché fenomeni di progressivo abbandono delle zone montane nel medio-lungo periodo. “Nell’immediato, infatti – ha precisato il sindaco – l’applicazione retroattiva di tali nuove regole, peraltro a ridosso della fine dell’anno e dopo che tutti i Comuni hanno già deliberato gli assestamenti di bilancio, determina illegittimamente e ingiustamente un ulteriore carico di oneri che i nostri cittadini difficilmente saranno in grado di sostenere, oltre a causare il rischio concreto di ammanchi nei bilanci dei nostri Comuni, per i quali non intendiamo rispondere”.

“Non solo – precisa Baccini – ma ciò che più ho rimarcato è che i cittadini proprietari dei terreni agricoli sono quelli che contribuiscono in modo presente e partecipato alla manutenzione ed alla salvaguardia idrogeologica dei territori montani, da una parte, attraverso opere autofinanziate di manutenzione che eseguono con presenza e impegno continuo e, dall’altra, sostenendo i Consorzi di Bonifica con vere e proprie tasse, ciò che rende insostenibile un ulteriore carico fiscale”.

“Inoltre ed in termini più generali – continua il sindaco di Bagno di Romagna – la norma contrasta evidentemente con una lettura politico-amministrativa che gli eventi calamitosi degli ultimi mesi stanno suggerendo, ovvero quella della tutela del territorio dal rischio idrogeologico, che richiede sempre di più la contribuzione da parte delle aree di pianura a favore delle zone montane, considerando che la tutela delle pianure stesse da accadimenti calamitosi passa necessariamente e irrimediabilmente per la manutenzione delle aree montane, senza dimenticare che proprio le zone montane sono tanto più da preservare se si considera che sono quelle che garantiscono le città e la pianura di risorse fondamentali, dalla qualità dell’aria, alle risorse boschive e quelle idriche”.

“La mia proposta, accolta favorevolmente dai rappresentanti del Governo e dai parlamentari in aula, è stata quella di aprire un tavolo di lavoro sulle questioni della montagna al quale i Sindaci dovranno partecipare quali interlocutori locali per collaborare ad individuare soluzioni strategiche e politiche aderenti alle esigenze dei territori e delle comunità amministrate”, chiosa Bazzini. In rappresentanza dei Comuni della nostra zona, erano presenti il sindaco di Santa Sofia, il sindaco di Pratovecchio-Stia Nicolò Caleri e i sindaci di Modigliana, Tredozio e Sogliano al Rubicone. “Sulla questione dell’Imu agricola – chiude il Sindaco – attendiamo ora il pronunciamento del Tar del Lazio, avanti al quale è stato proposto un procedimento di annullamento del Decreto Interministeriale del 28 novembre scorso, che ha istituito il tributo, per poi valutare le azioni conseguenti”.

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