Inclusione digitale, il Pd propone l'istituzione di un servizio comunale specifico

I consiglieri comunali Francesco Rossi e Federica Monti: “Il passaggio repentino dalla didattica in aula a quella da remoto ha evidenziato disuguaglianze tra le famiglie”

“Istituire all'interno della struttura organizzativa del Comune di Cesena un Servizio specifico per l'Inclusione Digitale in grado di fornire risposte al processo di digitalizzazione repentina che sta vivendo la società attuale, con particolare riguardo alla situazione del mondo scolastico ed associativo, creatasi in seguito alla crisi sanitaria.” Questa la richiesta avanzata dai Consiglieri Francesco Rossi e Federica Monti del Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Cesena per impegnare la Giunta ad attivarsi per fornire in tempi celeri un punto di riferimento in ambito comunale per risolvere le problematiche di disuguaglianza che si sono allargate con il Covid-19 e di fornire così un supporto a quanti più cittadini possibili, anche in condizioni di superamento della crisi sanitaria attuale.

“A seguito dell'emergenza Coronavirus la Didattica a Distanza è entrata prepotentemente nelle case di insegnati e famiglie. – evidenziano dal gruppo PD i consiglieri Francesco Rossi e Federica Monti – Con l’ausilio di mezzi tecnologici le scuole hanno potuto proseguire il percorso didattico attraverso lezioni in diretta, registrazioni, compiti e contatti diretti o indiretti con i propri studenti. Oltre allo scopo formativo, questa modalità di didattica ha permesso a bambini e ragazzi di mantenere una certa stabilità con l’incontro cadenzato di insegnanti e compagni, ha tenuto vivo il senso di appartenenza e il legame comunitario. Siamo fortemente convinti che tale tipologia di rapporto – sottolineano – non dovrà sostituire quello derivante da un contesto sociale definito da attività ed esperienze comunitarie svolte in presenza, ma siamo altrettanto convinti che il contesto sociale ed economico attuale è fortemente influenzato dallo sviluppo delle tecnologie digitali e dalla loro costante implementazione nella scuola come in tutti i settori economici. Per questo riteniamo fondamentale creare un coordinamento tra tutte le realtà del territorio in grado di fornire soluzioni tecniche alle esigenze della didattica e della partecipazione digitale e dare chiari punti di riferimento con competenze in ambito psico-pedagogico digitale nelle realtà scolastiche ed educative cittadine, anche in ambito DSA e disabilità, in modo da rispondere così alle nuove difficoltà emerse in questa fase presso il personale docente ed educante, chiamato a reinventare le proprie modalità per far fronte alla situazione creatasi. Tale Servizio è importante poi che possa rimanere attivo anche in caso di superamento definitivo dell’emergenza sanitaria, in modo da fornire un punto di riferimento a scuole ed associazioni tramite lo sviluppo di un progettualità dedicata all’integrazione delle strumentazioni digitali nelle comuni attività educative. Tale Servizio potrà poi essere un utile riferimento al singolo cittadino come supporto nello svolgimento delle tante pratiche quotidiane oramai comunemente gestite da remoto”.

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“Ci preme infine sottolineare come, durante il periodo emergenziale, la Regione Emilia-Romagna ha stanziato 5 milioni di euro per garantire a tutti i ragazzi delle scuole e della formazione professionale della regione dotazioni tecnologiche e strumenti di connettività. All’Unione Valle del Savio sono arrivate risorse pari a 114.000€, annunciate ieri in conferenza stampa dall’Assessore comunale Francesca Lucchi e dall’Assessore regionale Paola Salomoni, per l’acquisto di 300 devices, che si aggiungono a quelli donati dalle realtà produttive del territorio e rigenerati grazie al servizio di Trashware, progetto dell’Associazione Studentesca SPRITe, sostenuto dal Comune di Cesena e da altri enti del territorio”.

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