Imu sui terreni agricoli montani, il sindaco di Bagno a Roma: "Si rischia l'esodo dei cittadini"

“Nell’immediato, infatti – specifica Baccini – l’applicazione retroattiva di tali nuove regole, peraltro a ridosso della fine dell’anno, determinerebbe illegittimamente e ingiustamente un ulteriore carico di oneri che i nostri cittadini difficilmente saranno in grado di sostenere"

Il sindaco di Bagno di Romagna Marco Baccini continua la sua “battaglia” nei confronti della revisione delle regole Imu sui terreni agricoli a seguito della comunicazione di lunedì scorso, con la quale il dipartimento delle Finanze ha anticipato la pubblicazione del Decreto Interministeriale del 28 novembre scorso a firma dei Ministri dell’Economia e delle Finanze, dell’Interno e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, che fornisce le indicazioni per l’attuazione e la gestione del tributo per i terreni agricoli ai sensi di quanto previsto dall’articolo 22, comma 2, del decreto legislativo 66/2014.

“La stesura del Decreto interministeriale, seppur non ancora formalmente pubblicato – precisa il sindaco Baccini – denota comunque la volontà del Governo di andare avanti nella direzione annunciata e questo ci impone di continuare a far valere in modo sempre più deciso e compatto le ragioni dei cittadini dei Comuni montani, per i quali l’attuazione della nuova disciplina rappresenterebbe veramente un colpo duro e ingiusto”. Dopo aver inviato una lettera al premier Renzi ed ai Ministri che hanno lavorato alla stesura del Decreto attuativo, mercoledì il primo cittadino si è recato a Roma per ribadire personalmente le conseguenze che la revisione delle regole Imu sui terreni agricoli provocherebbe nell’immediato per i cittadini dei Comuni montani, oltreché in termini di progressivo abbandono delle zone montane nel medio-lungo periodo".

“Mercoledì ho incontrato il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Baretta ed il Capo Dipartimento del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Bocci, nonché il dottor Ferri di Ifel, per un incontro di cortesia dopo la conclusione positiva sul tema del Patto di stabilità. L’occasione però mi è stata utile per rappresentare l’erroneità dei criteri sui quali è stata basata la classificazione dei Comuni, così come l’illegittimità dell’introduzione retroattiva del tributo. Non solo. Ho anche descritto i gravissimi effetti che la manovra determinerebbe in danno dei cittadini dei territori montani”.

“Nell’immediato, infatti – specifica Baccini – l’applicazione retroattiva di tali nuove regole, peraltro a ridosso della fine dell’anno, determinerebbe illegittimamente e ingiustamente un ulteriore carico di oneri che i nostri cittadini difficilmente saranno in grado di sostenere, considerando per di più che i proprietari dei terreni agricoli sono quelli che già partecipano alla manutenzione ed alla salvaguardia idrogeologica dei territori montani, da una parte, attraverso opere autofinanziate di manutenzione che eseguono con presenza e impegno continuo e, dall’altra, sostenendo i Consorzi di Bonifica con vere e proprie tasse”. “Per quanto riguarda i Comuni, invece - continua il sindaco - la situazione si fa altrettanto insostenibile e ingestibile, se consideriamo che già il 28 novembre lo Stato ha prelevato dalle casse comunali, senza neppure un preavviso, le somme relative all’introito del nuovo tributo, costringendo noi Sindaci a dover esercitare il ruolo degli “esattori”.

“In termini generali, inoltre, ho fatto anche presente che la norma contrasta evidentemente con una lettura politico-amministrativa che gli eventi calamitosi degli ultimi mesi stanno suggerendo, ovvero quella della tutela del territorio dal rischio idrogeologico, che richiede sempre di più la contribuzione da parte delle aree di pianura a favore delle zone montane”. Dai Ministeri il sindaco ha avuto rassicurazioni circa una probabile revisione della manovra, che potrebbe essere fatta slittare al 2015 per mezzo di un Decreto Legge di prossima emanazione, ciò che è stato altrettanto condiviso con i parlamentari locali Marco Di Maio, Enzo Lattuca e Sandra Zampa, che stanno lavorando sul tema.

“In ogni caso – prosegue Baccini – proprio al fine di non arrendersi prima del risultato auspicato, ho organizzato per venerdì una conferenza stampa, alla quale ho invitato a partecipare i Sindaci di 22 Comuni dell’Appennino tosco-romagnolo, dislocati nelle aree montane della Provincia di Forlì-Cesena e della Provincia di Arezzo, oltreché i Sindacati e le Associazioni di categoria, che si terrà alle ore 16.00 presso la Sala Giunta del Comune di Forlì.

“Quella - conclude sarà l’occasione per esprimere in modo compatto, unitario e deciso il nostro fermo dissenso a manovre simili, che hanno quale unico effetto quello di causare danni gravissimi alle comunità locali, non solo a noi vicine ma di tutta l’Italia. In quella sede, inoltre, sottoscriveremo un’ulteriore documento congiunto a mezzo del quale formuleremo la nostra posizione al Governo, che non esclude la decisione – allargata e condivisa dagli altri sindaci – di spostare la sede legale dei nostri Comuni al di sopra dei 601 metri di altitudine, o ancora superiori, in modo da auto-esentarci per i prossimi anni”.

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