Imprese, Alessandrini (Pd): "Sostenere i consorzi fidi per facilitare l’accesso al credito"

Rinnovare il sostegno ai consorzi fidi regionali così da potenziare il loro ruolo, creare un Fondo nazionale per l’edilizia e chiedere alle istituzione europee, in primis la Bce, di erogare specifici finanziamenti per le imprese

Rinnovare il sostegno ai consorzi fidi regionali così da potenziare il loro ruolo, creare un Fondo nazionale per l’edilizia e chiedere alle istituzione europee, in primis la Bce, di erogare specifici finanziamenti per le imprese. È il cuore di una risoluzione presentata dal Gruppo Pd in regione, primo firmatario il consigliere Tiziano Alessandrini, vice presidente della commissione Politiche economiche.

«Fin dai primi segnali di questa crisi, la Regione Emilia-Romagna ha attivato una serie di iniziative mirate alla ripresa – illustra Alessandrini -, per esempio il fondo straordinario di garanzia gestito in collaborazione con i consorzi fidi nel quale tra il 2010 e il 2012 sono confluiti circa 55,8 milioni di euro, a cui vanno sommati altri 42,2 milioni per il patrimonio, sviluppando un volume di credito pari a circa 1,5 miliardi di euro nel 2012».

In uno scenario di crescenti difficoltà di accesso al credito per le imprese «il ruolo dei consorzi fidi è indispensabile per permettere di sostenere le spese di investimento e per far fronte al debito – continua il consigliere -. Tuttavia, dopo i controlli di Bankitalia, alcuni confidi hanno dovuto sospendere la loro attività in attesa di ricapitalizzazione».

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Per questo, «abbiamo chiesto alla Regione di proseguire il lavoro avviato con i confidi, sostenendoli e potenziandoli. In particolare la strategia deve essere doppia: da una parte individuare forme stabili di compartecipazione al sostegno dell’attività dei consorzi fidi vigilati da Bankitalia - conclude Alessandrini -; dall’altra applicare la legge Bassanini, che permetterebbe ai confidi dell’Emilia-Romagna un accesso diretto al fondo centrale come controgaranzia, ad esempio fissando un livello di almeno 100 mila euro».

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