Imposta di scopo: “Una proposta non percorribile”

La strada proposta non ci pare percorribile"Lo affermano con chiarezza, il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini

“Nell’ambito del dibattito sviluppatosi intorno al bilancio 2012, è venuta alla ribalta l’ipotesi di dell’imposta di scopo,  suggerita da ultimo anche dal Pri. Apprezziamo lo sforzo di avanzare idee concrete di fronte alla manovra di bilancio, ma la strada proposta non ci pare percorribile”Lo affermano con chiarezza, il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini. “Con l’introduzione di un’imposta di scopo, l’effetto prodotto sarebbe quello di far pagare ai cittadini un tributo aggiuntivo”

“Come si ricorderà, - spiegano in una nota - l’imposta di scopo,  introdotta con la Finanziaria 2007, modificata del decreto legge sul federalismo fiscale municipale del marzo 2011, dà la possibilità ai Comuni di reperire maggiori risorse tramite un temporaneo aumento dell’aliquota Ici (oggi Imu) fino a un massimo del 5 per mille e per non più di dieci anni. Ma la legge specifica chiaramente che le somme così raccolte devono essere destinate esclusivamente alla realizzazione di opere pubbliche (tant’è che c’è l’obbligo di restituzione delle somme incassate, nel caso di mancato inizio dell’opera entro 2 anni dalla data prevista dal progetto esecutivo). Ed è qui che sorge il problema: le spese per investimenti sono proprio quelle che il Patto di stabilità limita, fissando un tetto dei pagamenti che si possono effettuare. Ricordiamo tutti la situazione paradossale in cui ci siamo trovati nell’estate dello scorso anno quando, pur avendo disponibilità di cassa, siamo stati costretti a rallentare i pagamenti alle imprese impegnate nei lavori pubblici, rinviando i saldi di molte fatture all’inizio del 2012, per rispettare i vincoli del Patto”.

“Con l’introduzione di un’imposta di scopo – concludono sindaco e vicesindaco - l’effetto prodotto sarebbe quello di far pagare ai cittadini un tributo aggiuntivo, finalizzato esclusivamente alla realizzazione di un’opera pubblica, e poi di dover tenere quei soldi in cassa, perché il tetto dei pagamenti non ci permette di versarli a chi esegue i lavori.   Si fa dunque confusione tra gettito IMU, spesa corrente e spesa per investimenti (come spesso capita anche riguardo all’avanzo). Non a caso, l’emendamento presentato dal Partito Repubblicano ha ricevuto il parere tecnico negativo della Ragioneria comunale”.

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