Immigrazione, Morrone (Lega): "In 9 giorni di governo ottenuto più che in anni dal Pd"

“Tutte ormai obsolete le strumentali lagnanze degli immigrazionisti del Pd”: lo afferma l’on. Jacopo Morrone, segretario della Lega

“Tutte ormai obsolete le strumentali lagnanze degli immigrazionisti del Pd”: lo afferma l’on. Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, che commenta alcune delle dichiarazioni rilasciata dal ministro Matteo Salvini.  “Aquarius si dirige verso la Spagna che per la prima volta decide di far sbarcare gli stranieri sul proprio suolo. Il primo obiettivo è quindi raggiunto, quello di indurre finalmente anche un altro paese europeo ad aprirsi agli sbarchi. Evidentemente mettere gli altri Paesi di fronte a posizioni garbatamente ferme ha pagato. Prese di posizione che i governi precedenti non hanno mai saputo o voluto assumere. Si è aperto quindi un fronte di discussione europeo sull’immigrazione ed è un primo segnale della consapevolezza che l’Italia non può affrontare da sola questo problema enorme".

"In soli nove giorni di governo è davvero un grande risultato rispetto al passato. Smentite anche tutte le critiche sulla presenza di donne e bambini. Su iniziativa dello stesso ministro sono state inviate quattro motovedette per fare sbarcare in Italia eventuali donne e bambini. Non c’è stata alcuna risposta. Segno che le emergenze tanto enfatizzate dagli odiatori di professione non c’erano. Ci saranno  altri sbarchi, nessuno ha la bacchetta magica, ma questo ‘caso’ rappresenta una svolta per un maggiore coinvolgimento di altri stati europei. Il governo è compatto su questo fronte e si continuerà su questa linea che è di buon senso, in modo da costruire un’Europa sulla sicurezza, sulla difesa dei confini e sulla solidarietà vera  e non solo a parole. Altri temi affrontati da Salvini la questione dei 35 euro, che non rientrano nella media europea perché negli altri paesi la quota è di minore entità. Poi si quantificheranno finalmente i costi che gli italiani spendono per i finti profughi, gli ultimi dati confermano infatti che su 140.000 domande solo il 6% ha diritto allo status di profugo e 4% alla protezione sussidiaria. Da ultimo, l’altro obiettivo è quello dei tempi di smaltimento delle domande che devono essere più veloci proprio per consentire ai pochi veri rifugiati di avere risposte tempestive e di non essere mischaiti nelle lungaggini provocate da chi non ha diritto ad alcuno status”.

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