Immigrati senza status di profughi, la Lega: "Restano in Italia, come dicevamo noi"

“La Lega Nord a Cesena, a Forlì, come altrove, l’aveva puntualmente segnalato. Non oggi né ieri, ma fin dall’inizio dell’invasione di stranieri aspiranti richiedenti asilo"

“La Lega Nord a Cesena, a Forlì, come altrove, l’aveva puntualmente segnalato. Non oggi né ieri, ma fin dall’inizio dell’invasione di stranieri aspiranti richiedenti asilo. Aveva messo in guardia amministrazioni e istituzioni dai gravissimi problemi che sarebbero insorti una volta che questi immigrati fossero stati messi fuori dal circuito dell’accoglienza onerosa, perché senza diritto a ricevere lo status di profugo e quindi a rimanere in Italia. Non ci hanno ascoltato. Addirittura certi sindaci hanno risposto ai nostri ammonimenti con le solite accuse strumentali di intolleranza e con il falso buonismo delle partite di calcetto”.

E’ critico Jacopo Morrone, segretario nazionale della Lega Nord Romagna alla notizia che la Polizia Municipale di Cesena è stata impegnata nel reprime la questua troppo insistente e minacciosa di alcuni richiedenti asilo a cui è stato negato lo status (e quindi fuori dal sistema dell'accoglienza), ma in Italia regolarmente in quanto in attesa di appello. “Per ignoranza, ideologia, servilismo, falso buonismo hanno trattato l’arrivo, la permanenza e la fuoriuscita di stranieri dal circuito dell’ospitalità come si trattasse di una questione banale. Improvvisamente sono stati folgorati sulla via della realtà. Come il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, che di recente è uscito denunciando il problema, dopo aver contribuito a crearlo e dopo aver duramente rimbeccato chi lo metteva in guardia e chiedeva serie prese di posizione da parte sua  in tempi non sospetti. Oggi le nostre città, i paesi, le piccole località si trovano di fronte pericoli prima inimmaginabili. Fuori c’è un esercito di soggetti sbandati, che non hanno nulla da perdere, in un paese di cui non condividono, né comprendono usi e costumi, regole e leggi. Si parla di una massa di circa 54.000 individui in Italia, ma forse sono molti di più. Persone da espellere immediatamente, da rimandare al loro paese, perché non solo nessuno può mantenerli, neppure i colpevoli ‘buonisti’ dell’accoglienza caritatevole, ma perché stanno creando e creeranno sempre più situazioni di grande pericolo per tutti e degrado, senza che ci siano sufficienti mezzi e modi per contrastarli".

"L’unica soluzione è che i sindaci incomincino a farsi sentire, uniti, nei confronti del Governo, che si espellano immediatamente tutti i clandestini, che si impediscano altri sbarchi e che si smetta di imporre alle realtà locali l’accoglienza. Basta con le requisizioni coatte di immobili, basta con i guadagni stratosferici di associazioni falsamente misericordiose e dei privati, basta con l’industria del profugo, basta con la miriade di reati compiuti ai danni degli italiani. O si fa così, o tempo pochi mesi l’Emilia e Romagna, una delle più ‘accoglienti’ in Italia grazie al Pd, e questo Paese saranno non solo invivibili, ma con un’impennata di reati senza confronto con il passato”.

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