Il sottosegretario Sandro Gozi riceve a Friburgo il dottorato Honoris Causa

“E’ con orgoglio - ha affermato Gozi - che ricevo questa onorificenza da un’università, bilingue franco-tedesca ma anche vicina ed attenta alla lingua italiana e alla cultura italiana contribuendo alla sua diffusione e preservazione

Il sottosegretario per le Politiche e gli Affari europei, Sandro Gozi, ha ricevuto mercoledì mattina il titolo di dottore Honoris Causa dell'Università di Friburgo. "È con emozione che ricordo Luigi Einaudi, il primo presidente della Repubblica, che nelle pagine del suo diario dedicate ai suoi anni in Svizzera rievoca il passaggio proprio in questo campus ed in questa Aula Magna e lo spirito costruttivo e vitale di questa comunità accademica. Sono felice di essere qui come italiano e membro di un governo europeo. Non posso dimenticare che questa università è stata e rimane un riferimento fondamentale per la Svizzera italiana e per gli italiani in Svizzera".

Così il sottosegretario alle Politiche e Affari Europei Sandro Gozi nella sua allocuzione di ringraziamento oggi all'Università di Friburgo, in Svizzera, dove è stato insignito del dottorato Honoris Causa, insieme al Professor Michael Sievernich SJ, T.R. Raghunandan e il Professeur émérite Jean-Claude Usunier. Tra i Dottorati Honoris Causa dell'università si annoverano Roberto Saviano, Mario Vargas Llosa e Juan Carlos di Spagna. L'importante riconoscimento è stato conferito al sottosegretario Gozi dall'Ateneo elvetico - su proposta della facoltà di Lettere e Filosofia - per la sua difesa "di un dialogo continuo tra i Paesi e le culture, idea che approfondisce nella sua opera 'Generazione Erasmus', comparsa nel 2016 in Francia e in Italia e che nel 2018 verrà pubblicata nella versione inglese, in cui illustra i cambiamenti radicali che rivoluzionano la scena politica europea sotto l'influenza di una nuova generazione di leader europei che si sforzano di gettare dei ponti piuttosto che creare dei muri".

“E’ con orgoglio - ha proseguito Gozi - che ricevo questa onorificenza da un’università, bilingue franco-tedesca ma anche vicina ed attenta alla lingua italiana e alla cultura italiana contribuendo alla sua diffusione e preservazione. Mi inorgoglisce poi che questa università sia in Svizzera, un paese amico dell’Italia e che, nel suo multilinguismo e nella sua pacifica vocazione internazionale, costituisce una sorta di piccola Europa. La Svizzera, un paese europeo, condivide tutti i valori democratici dell'Europa e, pertanto, apprezzo il fatto che questa università contribuisca allo sviluppo di studi europei”.
 

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