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Il Pri fa le pulci ai nuovi indirizzi politici di Lucchi: "Mancano le priorità"

Abbiamo letto con molta attenzione il documento elaborato dalla giunta di Cesena definito: "attualizzazione indirizzi politici per il mandato amministrativo"

“Abbiamo letto con molta attenzione il documento elaborato dalla giunta di Cesena definito: “attualizzazione indirizzi politici per il mandato amministrativo per il periodo 2014-2019”. Abbiamo l’impressione che sia un mero elenco di punti che prescindono da una analisi seria della struttura economica e sociale del territorio cesenate. Mancano altresì le priorità, oggi più che mai, necessarie in quanto esistono limiti di spesa inequivocabili”: a esprimersi sul “tagliando” che il sindaco Paolo Lucchi ha fatto al programma elettorale e agli impegni per i prossimi due anni e mezzo è il Partito Repubblicano, che analizza punto per punto il documento politico di Lucchi.

INFRASTRUTTURE - “Partiamo dal tema “Comunità Romagna”: per integrare il territorio romagnolo bisogna collegarlo più razionalmente con infrastrutture che ne esaltino le peculiarità. Notiamo ad esempio che è cancellata dall’orizzonte  amministrativo il rafforzamento dell’E45 e delle opere ad essa collegate. Va infatti ricordato che l’infrastruttura territoriale risponde a due esigenze sommamente  importanti: il sostegno alla economia e la tutela della salubrità territoriale. E’ inequivocabile che la realizzazione completa della Roma-Orte risponda alla esigenza di fornire un supporto al settore autotrasportuale, all’agricoltura e al turismo. Inoltre va ricordato che Cesena attende ancora il completamento della secante ed ancora oggi la Via Emilia, che è diventata una strada urbana, è la principale via percorsa dai mezzi pesanti che vanno da Forlì a Rimini. Detto tutto ciò il supporto al turismo va rafforzato anche nell’entroterra coordinando meglio le iniziative con la costa.
Questo perché, pensare che “Cesenalab” risolva il problema dei posti di lavoro, è una vera e propria utopia. Una labile speranza si è aperta con la proposta che ultimamente è scaturita da una iniziativa della Provincia Forlì-Cesena sul nuovo collegamento viario: Forlì  (Via Mattei) – Cesena (Secante). Attendiamo precisazioni”.
 
CENTRO  - “Il lavoro è figlio dello sviluppo e allora è necessario collegare meglio ed esaltare la formazione scolastica. Non è possibile che nel 2017 ci si trovi di fronte alla guerra delle aule tra i vari istituti secondari e che si sia marginalizzato il significato ed il valore della presenza della facoltà di Agraria che può aiutare la ripresa e la valorizzazione dell’agricoltura che nel passato recente era un supporto fondamentale della economia cesenate. Avere trasferito Mac Frut a Rimini è la prova lampante di questa deriva. Risibile è poi il collegamento che nel documento viene enfatizzato  tra “riqualificazione di Piazza della Libertà” e rilancio delle attività commerciali e non solo del centro storico. A testimonianza di ciò è sufficientel'esame sulla moria degli esercizi commerciali e la desertificazione del centro storico. Anche perché il centro storico, piaccia o non piaccia, è la carta d’identità di una città e quindi ha necessità di avere servizi adeguati a cominciare dalle aree di sosta. Al contrario oggi si è scatenata una guerra tra residenti e pendolari alla ricerca di una area parcheggi. Sembra quasi che per la Giunta, che affida la soluzione al capitolo “mobilità sostenibile”,  i cesenati si siano trasformati in cinesi sempre pronti ad affrontare percorsi più o meno lunghi inforcando una bici,  senza ricordare che la popolazione anziana aumenta e non sempre (anzi, quasi mai) può utilizzare quel mezzo di locomozione. Facciamo dunque una simulazione: un bel giorno d’estate da Cesenatico partono due o tre bus con turisti esteri desiderosi di visitare Cesena. Magari di mercoledì o sabato in corrispondenza con il mercato ambulante. Dove sostano? Per visitare la Biblioteca Malatestiana piuttosto che la Rocca o i residui monumenti rinascimentali quali l’ex Lazzaretto, la Portazza, l’ultimo Mulino Malatestiano o il percorso della mura? Non ci è dato sapere perché, da quello che viene  proposto, il capolinea sarà il piazzale dell’Ippodromo che fornisce il servizio urbano. E’ possibile che questo possa essere una ipotesi razionale?” 

SERVIZI ALLE PERSONE - “Il documento poi si inoltra in elucubrazioni  poco chiare sul valore dell’ISEE e sui servizi alla persona. Ma una domanda dovrà essere centrale: da quanto tempo non si realizza una scuola materna nella città di Cesena, magari in una frazione? E sempre a proposito di servizi alla persona, perché non si prendono in esame quelli rivolti  agli anziani che aumentano in misura esponenziale anno dopo anno? Quale è la qualità del servizio a loro garantito? Se dovessimo parametrarlo con quello del vitto saremmo alla disperazione. La casa di riposo “Violante Malatesta” è fornita di una modernissima cucina. Ebbene questa fornisce pasti a tutti fuorché agli anziani ai quali viene somministrato il pasto da un catering la cui qualità lascia molto a desiderare.
E’ importante rilevare che per la popolazione anziana una posizione preminente occupano le strutture sanitarie”.

NUOVO OSPEDALE - “Il Piano ipotizza la realizzazione del nuovo ospedale in zona Villa Chiaviche finanziato dalla Regione Emilia Romagna. Il Sindaco, all’atto del lancio di questo scoop ebbe da affermare che il vecchio Bufalini sarebbe stato completamente demolito: Successivamente ha cambiato parzialmente idea. Ha proposto un referendum. Non si sa bene come e quando verrà indetto e quali saranno i quesiti,  ma ci interessa sapere quali sono i motivi di fondo per i quali improvvisamente questa diventi una priorità. Forse perché i soldi vengono dalla Regione, quasi che non siano anche questi soldi pubblici. Forse che la  diminuzione progressiva della qualità dei servizi ospedalieri che ha caratterizzato la nostra sanità è stata causata da una struttura inadatta ad un ospedale moderno? E allora perché spendere tanti soldi per riadattare la struttura? Il fatto è che non sono i muri che fanno la qualità,  ma il personale medico e paramedico che garantisce il servizio. In un puntuale e documentato articolo sull’ultimo numero del “La Parola”, l’ex assessore  Elena Baredi elenca le carenze gravi che negli ultimi anni hanno caratterizzato i servizi ospedalieri, per giungere alla conclusione che la strada imboccata con area vasta si è rivelata evanescente. E’ infatti vero che non si sono avute riduzioni di spesa, al contrario si sono mantenute intatte le orde di personale amministrativo e le carenze hanno toccato il personale medico e paramedico con un inevitabile scadimento del servizio sanitario. Partendo dunque d questi elementi è necessario ridefinire non solo la politica di area vasta, ma la stessa politica regionale, considerato il peso che la spesa sanitaria ha sul bilancio (oltre l’80%) e le disuguaglianze gravi a livello territoriale”.

PROGETTO NOVELLO - “Un capitolo la Giunta lo riserva al problema “casa” sottolineando che il Progetto Novello è l’iniziativa fondamentale per risolvere il problema degli alloggi a riscatto e/o ad affitto calmierato. Siamo sicuri che tutto ciò sia positivo? Tanto per cominciare entra in rotta di collisione con il tanto sbandierato  principio “consumo zero di territorio” ,  il fatto è  che sicuramente questa  operazione non ridarà ossigeno alle imprese edili presenti nel nostro territorio. Sorvolando sui soci: MPS e Caltagirone. Oggi, purtroppo, dobbiamo prendere atto che il settore edile, che nel passato è stato florido e propulsivo, è in una crisi gravissima nella quale, tra l’altro, ha trascinato gli istituti di credito in una situazione altrettanto grave. Grossa parte delle sofferenze bancarie infatti nascono da questa crisi essendo oltre tremila gli alloggi nuovi invenduti nel nostro Comune. Questo fatto ha determinato un corrispondente crollo del mercato. Allora non sarebbe più sensato costituire un tavolo operativo con banche, imprese e amministrazione comunale per acquisire immobili da adibire alla stessa funzione che veniva ipotizzata per quelli da costruire nel quartiere Novello? Si avrebbe inoltre il risparmio dei fondi stanziati dalla Regione Emilia Romagna che potrebbero essere dirottati nel programma di messa in sicurezza degli immobili scolastici. E’ infatti fondamentale dare ai cesenati questa sicurezza essendo, tra l’altro, molti immobili adibiti a questa funzione, di età vetusta. Passando poi a cose pur riportate nel documento, rileviamo come in realtà si rimanga nel vago e nel generico.

CULTURA - “Nessun accenno ai nostri monumenti, ad esempio il complesso vanvitelliano di Sant’Agostino, il Lazzaretto, i percorsi storici delle mura e delle Scalette che portano alla Madonna del Monte, la Rocca e il Parco della  Rimembranza. Ovviamente rimane aperto e non ben definito il Progetto Malatestiano (biblioteca). Abbiamo, purtroppo, l’impressione che, se la cultura dovesse limitarsi a tanti bonus,  a questo e a quello (magari amico), non ne vedremo certo il rilancio a cominciare da quello del Teatro Bonci. E’ necessaria un’iniziativa forte che caratterizzi l’estate cesenate simile a quella che il Comune di Forlì organizza al San Domenico e il Comune di Ravenna con l’estate musicale avendo come obiettivo la valorizzazione dei nostri monumenti, esempio la Rocca Malatestiana”.

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LA REPLICA DEL SINDACO - "Ho letto con grande attenzione il commento che il Pri ha inviato alla stampa, relativamente al Piano di mandato 2014/2019 dell'Amministrazione comunale di Cesena (e non "di Lucchi", in realtà). Al termine di un incontro tenutosi lo scorso 20 Febbraio, durante il quale ho avuto l'onore di ricevere la visita di alcuni dei dirigenti del Pri di Cesena, io stesso ne consegnai loro una copia, sollecitando un loro commento e specificando che si trattava degli indirizzi presentati dalla Giunta e messi a disposizione del Consiglio comunale, che lo scorso 2 marzo li ha approvati, unitamente ad una trentina di emendamenti presentati dal PD, ma anche dal M5S Cesena e da "Cesena siamo noi". In occasione del nostro incontro, proposi ai dirigenti del Pri di farmi giungere, prima del Consiglio comunale che si sarebbe tenuto da lì a 12 giorni, le loro proposte, osservazioni, critiche, garantendo che mi sarei fatto carico delle stesse nell'ambito della dialettica del Consiglio comunale nel quale, purtroppo, dal 25 maggio 2014 per la prima volta il Pri non ha propri rappresentanti".

"Sono quindi molto dispiaciuto che il Pri abbia concretizzato il proprio documento "fuori tempo massimo" e senza neppure rivolgersi ad altri Consiglieri comunali, anche perchè ritengo che alcune delle loro valutazioni avrebbero consentito di arricchire un dibattito già di per sè reso interessantissimo dagli interventi di grande precisione e cura dialettica svolti dai Consiglieri comunali. Non posso che augurarmi che nel prossimo futuro, utilizzando questa stessa modalità di approccio - costruita su di un'analisi attenta e sulla capacità di elaborare proposte precise, che tradizionalmente il Pri ha saputo garantire alla nostra città - i repubblicani cesenati tornino ad essere con sempre maggior vigore, punto cardine del confronto politico cittadino", conclude il primo cittadino.
 

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