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Il Pd propone gli Stati generali della cultura: "Crisi drammatica per il settore"

“Serve riflessione, coordinamento e progettazione per uscire insieme da questa crisi drammatica di tutto il settore culturale”

"L’emergenza Covid-19 ha colpito pesantemente la fruizione culturale, un "bene comune" fondamentale, dal quale dipendono la crescita civile e la coesione sociale della nostra comunità, colpendo allo stesso tempo un ampio comparto fatto di imprese, servizi e professioni. Questa seconda chiusura, che fa seguito a quella avvenuta nel corso della prima ondata, per le imprese culturali si sta rivelando una vera e propria calamità che potrebbe produrre danni strutturali in un ambito che registra, già da anni, livelli precari di sostenibilità e l’assenza di una vera e propria regolamentazione legislativa". Così Maria Laura Moretti, Segretaria comunale PD Cesena, Mara Valdinosi, Delegata politiche culturali PD Cesenae Lorenzo Plumari, Capogruppo PD Cesena.

“Si tratta di comprendere il presente e immaginare il domani e per questo c’è bisogno innanzitutto della sapienza e della saggezza che si trovano nel pensiero e nel lavoro di tanti scrittori, musicisti, artisti e protagonisti del mondo della cultura che possono aiutarci a guardare più in profondità e più lontano di quanto l'emergenza oggi ci consente di fare. Ma la cultura trova concretezza anche grazie al lavoro assiduo dei numerosi operatori dell'imprenditoria culturale, essenziale non solo per nostra economia locale e nazionale, ma per la nostra stessa qualità della vita: per questo deve essere aiutato e supportato nell’affrontare una crisi devastante. Per questo, come Partito Democratico di Cesena, proponiamo all’Amministrazione comunale, e in particolare all’Assessore alla Cultura Carlo Verona, di convocare un incontro con le parti coinvolte per esaminare le possibili misure da adottare, anche in termini di adeguata comunicazione, e unire alla doverosa attività di prevenzione le azioni necessarie per ridurre l'impatto che la situazione sta avendo sulle aziende e le istituzioni della cultura. Serve una riflessione comune, da cui deve scaturire un coordinamento e una programmazione collegiale per i prossimi mesi. La curva dei contagi si sta infatti affievolendo, grazie alla responsabilità dei cittadini e alle misure adottate da Governo e Regione, ma la situazione emergenziale sarà ancora lunga. Quindi è necessario ragionare insieme per programmare un futuro in cui, con le dovute precauzioni e attenzioni, il mondo della cultura possa ripartire. Questo – siamo convinti – potrà avvenire nel migliore dei modi solo se si collaborerà tra realtà locali, con l’Amministrazione comunale che dovrà essere punto di riferimento”.

"Ogni volta che un teatro serra le porte, un cinema interrompe le proiezioni e un concerto viene annullato, un pezzo di cultura viene a mancare. I dati sono chiari e indiscutibili. Ad esempio, Assomusica ha stimato che sono 250 mila gli addetti al settore live che, attualmente, non possono lavorare a causa delle misure di contenimento del contagio. Comprendendo tutto il comparto, sarebbero circa 570 mila gli operatori impiegati dietro e davanti alle quinte. Tutto ciò comporta una perdita, nel solo periodo che va da febbraio a settembre 2020, di un miliardo e500 milioni di euro sull’indotto dell’intera filiera collegata agli spettacoli dal vivo. I concerti sospesi sono stati oltre 4.000, 16 i grandi festival rimandati e il settore musicale, da marzo a settembre, ha registrato una contrazione pari a 650 milioni di euro. A questi dati si aggiungono quelli emersi dal 16° Rapporto annuale di Federculture, secondo cui tra le aziende culturali colpite dalla crisi causata dal Covid-19 il 70% stima perdite del 40% del proprio bilancio, il 13% prevede perdite superiori al 60% e solo il 22% immagina un futuro ritorno alla normalità". “La crisi è totale – sottolineano – e con la chiusura prorogata a tutto il 2020, il calo sarà ancora più forte. Questi dati sono analoghi a quelli di molti altri Paesi europei e non lasciano illeso neanche il nostro territorio dove, questa estate, grazie al costante confronto dell’Assessorato alla cultura con le realtà culturali e le associazioni del territorio, si sono organizzate rassegne alla Rocca e a Villa Silvia dove la partecipazione è stata significativa e oltre ogni aspettativa, nonostante le criticità dovute dal Covid-19. Ora è necessario riprendere questa collaborazione, perché solo tutti insieme, coordinandoci e provando a disegnare insieme il futuro, usciremo da questa drammatica crisi, sapendo che dopo ci sarà una stagione di grande crescita e dovremo lavorare per guidarla in modo intelligente”.

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