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"I decreti sicurezza di Salvini non esistono più", la soddisfazione della maggioranza

"Il nostro Paese con l’abolizione, nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri, dei Decreti sicurezza di Matteo Salvini ripristina la civiltà e lo stato di diritto"

"Già nell’agosto del 2019, come forze politiche di maggioranza (PD, Cesena 2014, Art.1 A sinistra, Popolari per Cesena e Pri) avevamo deciso di porre all’attenzione del Consiglio Comunale un Ordine del giorno che faceva seguito all’approvazione da parte del Parlamento del Decreto sicurezza bis. Quell’ordine del giorno era il risultato di principi e valori fortemente condivisi da tutte le forze politiche e civiche che compongono la maggioranza di governo di questa città. Avevamo chiesto fin da subito e senza alcun dubbio di cancellare quella vergogna, affrontando il tema con più umanità e riorganizzando l’accoglienza al meglio per promuovere l’integrazione e garantire la sicurezza di tutti". Lo affermano le forze politiche di maggioranza a Cesena.

"È passato oltre un anno dalla nostra richiesta, forse è stato perso fin troppo tempo, ma finalmente il nostro Paese con l’abolizione, nel corso dell’ultimo Consiglio dei Ministri, dei Decreti sicurezza di Matteo Salvini ripristina la civiltà e lo stato di diritto, segnando una discontinuità forte con il passato e imprimendo una direzione chiara a questa fase politica, rimettendo le parole al loro giusto posto: migrazioni, protezione, accoglienza, legalità. Ora chiediamo al Parlamento di mettersi subito al lavoro per una sana integrazione nel rispetto dei diritti umani e per un ripensamento delle persistenti, e inaccettabili, multe alle Ong impegnate nelle operazioni di soccorso. Sebbene ora siano state ridotte con il nuovo decreto, superando di fatto le sanzioni milionarie previste dai testi precedenti". 

"Sicurezza e accoglienza non sono incompatibili, ma sono due valori fondamentali da difendere, a Cesena, in Italia e in Europa. Un’Europa che dovrà tornare protagonista e affrontare insieme, attraverso un approccio globale, in solidarietà, e con un'equa ripartizione delle responsabilità, questa sfida. Questa è l'unica via percorribile se l'Unione Europea vorrà essere all'altezza della sfida migratoria".

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