Gli ex Sel di Cesena non entrano in Sinistra Italiana e guardano alla scissione del Pd

"Non abbiamo partecipato al congresso fondativo di Sinistra Italiana, che a nostro parere ha finito per rinchiudersi in un asfittico spazio identitario"

“Non abbiamo partecipato al congresso fondativo di Sinistra Italiana, che a nostro parere ha finito per rinchiudersi in un asfittico spazio identitario, destinato alla sterilità della pura testimonianza, alla mera denuncia delle contraddizioni che attraversano il nostro Paese, senza assumersi l’onere di come effettivamente provare ad affrontarle e superarle, anche in una prospettiva di collaborazione e di governo, inevitabilmente nell’area del centro-sinistra”: la presa di posizione contro la nascita del nuovo soggetto politico viene da un folto gruppo di ex militanti di Sel, tra cui l’ex assessore Elena Baredi.

Si tratta di Anna Abbondanza, Roberta Abbondanza ,Elena Baredi, Gastone Benini, Francesco Billi , Riccardo Caporali,  Oriana Casadei,  Paola Farneti, Annarita Gelasio , Bruno Giorgini,  Stefano Montalti , Barbara Greco ,  Giulia Gualterotti,  Gianluca Masini ,  Marco Merli, Davide Motta, Otello Orlandi,  Marco Pedrelli,  Graziano Pieri , Rita Persiani, Renzo Rivalta,  Mauro Righi, Maurizio Rossi,  Katia Stringara,  Rossana Serrano , Leonardo Urso, Carlo Verona e Davide Zambelli.

“Il nostro orizzonte resta lo stesso che aveva animato Sinistra Ecologia e Libertà all’atto della sua fondazione: quello di una organizzazione politica ferma e intransigente nei suoi principi, ma duttile nei modi e nei tempi della loro pratica realizzazione. Una Sinistra senza settarismi, aperta e inclusiva”. Questo gruppo a Cesena guarda con interesse alla scissione nel Pd: “Oggi c’è una strada ancora più larga da percorrere. È quella che si è aperta con l’ampia vittoria del No al referendum costituzionale e che, anche alla luce di ciò che è accaduto e sta accadendo nel PD, rimette al centro del dibattito politico la necessità di una Sinistra forte, democratica e popolare. Guardiamo con grande interesse alla decisione di una parte politicamente molto importante del Pd di uscire da quel partito, invischiato nella deriva del personalismo e del trasformismo, dando luogo a una nuova formazione politica; e anche alla proposta di Giuliano Pisapia, impegnato nella costruzione di un campo largo dei Progressisti. Le due prospettive non ci sembrano affatto in contraddizione. Per quel che ci riguarda, siamo pronti ad offrire – a partire dalla realtà locale – il nostro contributo per occupare uno spazio comune: lo spazio di un ampio progetto di trasformazione della società italiana”.

“Occorre dare vita a una nuova forza politica, a una soggettività popolare e plurale, finalmente in grado di lanciare con tutta la forza necessaria la sfida della decisione e del cambiamento. Una Sinistra impegnata contro le laceranti sofferenze che segnano il mondo del lavoro, le nuove povertà, le nuove vertiginose disuguaglianze, la catastrofica, dissennata gestione dell’ambiente; contro una scuola abbandonata al dirigismo velleitario e depauperante di assurdi modelli aziendali, e una privatizzazione strisciante della sanità pubblica. Una Sinistra nuova, capace di indicare ai giovani una prospettiva e una speranza. Non una ennesima piccola sigla. Ma la grande ambizione di dare casa a tanta parte del popolo disorientato e disperso della Sinistra”. 

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