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Gli effetti della pandemia sulla cultura, il Pd ne discute con il Vidia e il produttore di "Est"

“La pandemia da Covid-19 ha messo in evidenza la fragilità e la frammentarietà del settore culturale. Serve dunque ragionare, fin da subito, a una vera e propria transizione culturale"

Mercoledì alle ore 18.30 in diretta sulla pagina facebook del Partito Democratico di Cesena si parlerà del risvolto culturale della pandemia da Covid-19 insieme a Maurizio Paganelli, Produttore del film “EST – Dittatura Last Minute” e titolare della Multisala Aladdin, Michele Di Giacomo, attore e regista cesenate, e Libero Cola, Direttore artistico del Vidia Club di Cesena e organizzatore di eventi. L’incontro, moderato dal Segretario del Partito Democratico di Cesena Lorenzo Plumari, ha l’obiettivo di approfondire quello che è stato l’impatto della pandemia sul mondo della cultura, da un punto di vista cinematografico, teatrale, artistico e musicale, oltre che provare a immaginare e analizzare i possibili scenari futuri.

“La pandemia da Covid-19 ha messo in evidenza la fragilità e la frammentarietà del settore culturale. Serve dunque ragionare, fin da subito, a una vera e propria transizione culturale, da compiersi sinergicamente e in modo integrato alle altre transizioni necessarie al nostro Paese, quella ecologica e quella digitale – afferma Lorenzo Plumari –. Una transizione trasversale rispetto ai singoli settori, dallo spettacolo dal vivo ai musei, che investa sia sulla rigenerazione di una più diffusa e inclusiva infrastruttura culturale di prossimità, dai luoghi della cultura, alle piattaforme digitali, fino ai laboratori, quanto sulla riattivazione dell’insieme di tutti gli operatori, dalle istituzioni, alle imprese, fino alle cooperative culturali e tutto il mondo del terzo settore, con l’obiettivo di favorire nuovi modelli organizzativi collaborativi che possano connettere la filiera del patrimonio a quella della creatività, del turismo e delle economie sostenibili. Infine, serve un investimento significativo sulle politiche attive del lavoro per il settore della cultura, per formare nuove competenze volte a salvaguardare e riqualificare il lavoro culturale e trasmettere ai giovani i tanti saperi della cultura in sinergia con il mondo della scuola e della formazione. Oggi, – conclude Plumari – dobbiamo avere la forza e il coraggio di guardare avanti, perché solo così la cultura sarà in grado non solo di riaccendersi nel presente ma anche di trasformare il nostro futuro. In questo senso, fondamentale sarà il Piano Nazionale di ripresa e resilienza che destinerà oltre 6 miliardi di euro alla cultura per interventi di fondamentale importanza nell’azione di ripartenza del Paese”.

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