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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

Alluvione, Giangrandi: "Ancora oggi mi viene da piangere, il sindaco non si vede più nelle aree alluvionate"

Nel primo anniversario della tragedia, il candidato sindaco fa il punto della situazione: “In un anno tante promesse e pochi fatti, ecco perché Lattuca ha paura di tornare nelle zone alluvionate"

Domani, 16 maggio, sarà passato un anno esatto dalla tremenda alluvione che travolse Cesena, la città ricorderà l'anniversario con una messa ed una fiaccolata. Intanto arriva il pensiero a cuore aperto del candidato sindaco Marco Giangrandi: “Ancora oggi, ogni qual volta racconto la ‘mia’ alluvione, mi viene da piangere. Segno che, dopo un anno, non ho ancora metabolizzato il peso di quell’esperienza. E’ un evento che mi ha cambiato la vita e, come tanti, dopo quel 16 maggio del 2023, non sono più quello di prima". 

Scrive Giangrandi: "Quando vivi un’esperienza del genere sulla tua pelle, del resto, dopo puoi avere solo una priorità: mettere in sicurezza la tua città per fare in modo che certe tragedie non si ripetano mai più. E’ un istinto naturale che, però, mi rendo conto, non tutti avvertono, anche se - non dobbiamo dimenticarlo - sono morti dei cittadini cesenati e su questa vicenda pesa ancora un’indagine della magistratura contro ignoti per omicidio colposo. Un anno dopo, però, ho la sensazione che non tutto il mondo politico abbia colto le reali dimensioni di quella tragedia. Eppure, basterebbe tornare nelle case dei ‘veri’ alluvionati - quelli che ancora oggi non sono rientrati nelle loro abitazioni - per toccare con mano il dramma di molti nostri concittadini che non conoscono ancora il loro futuro". 

"In questi dodici mesi abbiamo riscoperto il valore inestimabile del volontariato, ma ci siamo anche scontrati con i vecchi vizi di certa politica che, in molte occasioni, ha strumentalizzato la tragedia dell’alluvione per fare campagna elettorale ed attaccare i propri avversari politici.  E’ un discorso che riguarda anche il nostro sindaco Lattuca che, per mesi, ha lanciato strali contro il Governo ma, nel contempo, per dovere di allineamento partitico, non ha mosso una sola critica all’indirizzo della Regione. E invece qui le responsabilità toccano tutti i livelli delle istituzioni, Comune compreso, e quindi fa specie non aver mai sentito il nostro sindaco recitare un solo mea culpa, come se certe questioni non lo riguardassero. E infatti, spenti i riflettori dell’emergenza, il sindaco è sparito dai radar, scansando ogni responsabilità e lasciando a mezz’aria troppe promesse e troppe illusioni. Non a caso, negli ultimi mesi, Lattuca non ha mai partecipato alle assemblee dei comitati né si è più visto nelle aree dell’emergenza, quelle che lui ha frequentato quando c’erano le telecamere accese, salvo poi eclissarsi dopo qualche settimana". 

Scrive ancora il candidato sindaco: "Anche per questo ho deciso di candidarmi. Perché, nel malaugurato caso in cui dovessero ripetersi certe situazioni, non avrò partiti a cui dover rendere conto e, libero da ogni vincolo, potrò sbattere i pugni sui tavoli della politica, a prescindere dalla sigla e dal colore. Ma, al di là della dietrologia, quello che inquieta oggi è la scarsità di opere e di contromisure adottate nel post-alluvione. Eppure, di spunti ne abbiamo dati tanti. Nella mia Giunta, ad esempio, ci sarà un assessorato specifico che si occuperà esclusivamente della sicurezza del territorio. L’obiettivo, per ciò che compete al Comune, è accelerare la messa in sicurezza di Cesena, partendo dal Ponte Nuovo, allargando l’alveo tra i due ponti cittadini e facendo pressione affinché anche il ponte della ferrovia diventi una priorità per gli enti competenti. Inoltre, adotteremo tutte le misure necessarie per garantire una sicurezza di prossimità e maggiore presenza nelle zone alluvionate.  Dalle brutte esperienze, di solito, si ricavano lezioni preziose. A Cesena, come dimostrano i fatti, non è stato così”.

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