Gestione del bilancio, "Penalizzati dalle nuove regole": Cesena chiede al Governo più autonomia

E' questa la sollecitazione che il Comune di Cesena rivolge al nuovo Governo, come aveva già fatto con i precedenti

Poter utilizzare l’avanzo di amministrazione con maggiore autonomia (pur mantenendo criteri prudenziali per la salvaguardia dei conti). E' questa la sollecitazione che il Comune di Cesena rivolge al nuovo Governo, come aveva già fatto con i precedenti. A dar voce a questa richiesta sono il sindaco Paolo Lucchi e il vicesindaco Carlo Battistini con una lettera inviata al Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria. Nella loro comunicazione gli amministratori cesenati evidenziano il buon stato di salute dei conti di Palazzo Albornoz, suffragato dal rating “A” attribuito da Moody, fornendo i dati relativi al consuntivo 2017, che parlano di un avanzo vero e proprio di euro 3.696.281,06, vincolati ad investimenti, e di euro 7.913.837 liberi. Ma, come rilevano il Lucchi e Battistini, "le nuove regole sul pareggio di bilancio risultano penalizzanti per i Comuni come Cesena che hanno un basso indebitamento, perché creano margini inferiori per poter applicare l'avanzo di amministrazione. Ed è proprio su questo aspetto che si chiede al Governo di intervenire.

Scrivono Lucchi e Battistini: "Il Comune di Cesena ha posto molta cura nella ricerca di risparmi nella gestione amministrativa, e proprio grazie ai risparmi ottenuti, i nostri cittadini beneficiano della pressione tributaria pro capite più bassa tra i capoluoghi dell’Emilia-Romagna e le famiglie della città hanno beneficiato della riduzione del costo delle rette dei servizi scolastici. Inoltre abbiamo ottenuto una consistente riduzione dell’indebitamento, risultando il secondo Comune con il minore indebitamento pro capite della Regione Emilia-Romagna; abbiamo una situazione finanziaria solida, con un rating attribuito da Moody di classe “A”, quella più elevata per i Comuni; abbiamo tutelato le imprese che lavorano per la Pubblica Amministrazione pagando i fornitori nel 2017 con una media di 20,64 giorni. Il risultato di amministrazione del Comune di Cesena è stato al 31 dicembre scorso di euro 39.198.894,97".

"Si tratta di accantonamenti prudenziali che garantiscono la tenuta e l’equilibrio dei conti per 23.834.162 euro: di questi in particolare 18.063.600 euro sono per il Fondo crediti di dubbia esigibilità che rappresenta entrate non incassate, quindi una posta figurativa che serve a non far spendere risorse che non ci sono; poi 2.500.000 euro sono per il fondo rischi che garantisce il Comune da possibili spese a fronte della soccombenza nei giudizi e nelle richieste di danni; infine 3.270.562 euro costituiscono il fondo per altre potenziali spese future che copre le garanzie prestate nei confronti delle società sportive che hanno realizzato investimenti sugli impianti sportivi della città e per gli arretrati da corrispondere al personale per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro". 

In conclusione, l’avanzo vero e proprio è dunque di 3.696.281,06 euro, vincolati ad investimenti e di 7.913.837 liberi euro - ricordano gli amministratori -. Quindi potremmo attivare complessivamente circa 11,7 milioni di euro di investimenti utili al futuro della nostra comunità. A tal fine già nella prima variazione del bilancio di previsione 2018 l’amministrazione ha previsto di utilizzare 3.065.300 eurodell’avanzo per interventi di ripristino della viabilità, per pavimentazioni stradali e per interventi sul dissesto idrogeologico, dopo i danni causati dal maltempo dell’inverno scorso, ma anche per la messa in sicurezza antisismica di scuole e per l’eliminazione di barriere architettoniche".

Lucchi e Battistini chiedono al ministro Tria "di sostenere la richiesta di aiutarci a risolvere un problema di particolare rilevanza per un Comune come il nostro che dispone di risorse per gli investimenti. Si tratta in sostanza di far sì che possa esercitare senza limitazioni la propria autonomia, come le due recenti sentenze della suprema Corte hanno richiamato, potendo disporre dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione, pur mantenendo criteri prudenziali per la salvaguardia dei conti. Infatti Cesena presenta un basso indebitamento e questo con le nuove regole sul pareggio di bilancio è uno svantaggio rispetto agli enti più indebitati, perché crea margini inferiori per poter applicare l'avanzo di amministrazione. Infatti ai fini dell'osservanza del pareggio di bilancio, secondo le attuali norme di legge, sia l'avanzo sia l'indebitamento non costituiscono entrata valida, mentre la relativa spesa viene conteggiata nei saldi, perciò il loro utilizzo può essere limitato agli spazi che l'ente è in grado di crearsi con gli accantonamenti al FCDE, al fondo rischi e dai rimborsi dell'indebitamento già assunto".

"Compete al Governo ed al Parlamento apportare le utili modifiche normative volte a recepire gli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale sia per correggere le limitazioni all’utilizzo dell’avanzo anche ai fini del patto di stabilità, sia per garantire l’autonomia finanziaria in virtù della quale, assolti gli obblighi di partecipazione al risanamento dello Stato e agli equilibri di finanza pubblica, le comunità locali possano indirizzare liberamente le proprie risorse per lo sviluppo del sistema economico locale", concludono.

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