Gatteo, nuova area produttiva. Il M5S: "Inutile e dannosa"

Nella sua interrogazione il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle ricorda come il nuovo Piano Strutturale Intercomunale dove è contenuta la realizzazione della nuova zona Apea, preveda la trasformazione di 35 ettari ad alta vocazione agricola, ad ambito produttivo

Stop alla nuova zona Apea a Gatteo. A chiederlo è Andrea Bertani, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle, che ha presentato una interrogazione alla Giunta proprio riguardo alla realizzazione della nuova area produttiva ecologicamente attrezzata che l’amministrazione comunale vorrebbe realizzare a sud del casello autostradale dell’A14. “Si tratta di un progetto inutile, frutto di una programmazione vecchia di decenni e che non corrisponde più alle attuali richiesta del territorio - spiega l'esponente pentastellato -, senza contare che la realizzazione di questa nuova area comporterebbe una ulteriore diminuzione di suolo non urbanizzato andando così contro l’obiettivo che la Regione si è data annunciando il varo della nuova legge urbanistica che dovrebbe essere approvata a breve".

Nella sua interrogazione il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle ricorda come il nuovo Piano Strutturale Intercomunale dove è contenuta la realizzazione della nuova zona Apea, preveda la trasformazione di 35 ettari ad alta vocazione agricola, ad ambito produttivo. Una trasformazione che oltre ad avere pesanti ripercussioni dal punto di vista urbanistico e ambientale, a causa dell’inevitabile aumento delle fonti di inquinamento, rischia di arrecare un danno consistente anche ai cittadini che vivono a ridosso della zona che vedranno le proprie case perdere di valore.

“All’interno del Comune di Gatteo il dato sul consumo di suolo si attesta già a un 31%, ben al di sopra sia della media regionale che quella provinciale, rispettivamente al 10 e 8 per cento - aggiunge Bertani -. Per questo crediamo che non ci sia nessuna reale esigenza per aggravare questa già grave situazione. Per questo chiediamo alla Giunta di verificare se quanto vogliono realizzare sia l’amministrazione comunale che quella dei Comuni dell’Unione Rubicone e Mare non sia in contrasto con gli obiettivi statali e soprattutto regionali, dato che nella nuova legge urbanistica si intende perseguire l’obiettivo di contenere il consumo del suolo, di valorizzare il suolo non edificato e di promuovere l’attività agricola, attraverso il riuso del suolo edificato e la rigenerazione urbana. Quante aree produttive già urbanizzate e pronte, tolte all’agricoltura, ma senza che nessuno abbia ancora costruito nulla ci sono? Quanti capannoni vuoti o abbandonati ci sono nell’area del Rubicone, ma anche verso Cesena e Rimini? Come si fa ad affermare che ci sia ancora bisogno di nuove aree produttive?". 

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