Gadget fascisti, passo in avanti per il disegno di legge Valdinosi

Nella Commissione giustizia di Palazzo Madama è stato infatti avviato l'esame congiunto di questo provvedimento e del Ddl Fiano, che ha l'obiettivo di introdurre nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista

Passo in avanti per il disegno di legge sulla vendita dei gadget fascisti presentato dalla senatrice Mara Valdinosi (Pd). Martedì nella Commissione giustizia di Palazzo Madama è stato infatti avviato l'esame congiunto di questo provvedimento e del Ddl Fiano, che ha l'obiettivo di introdurre nel codice penale il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Un abbinamento importante, che darà un'accelerata anche all'iter di approvazione dell'iniziativa della parlamentare romagnola, che ha l'obiettivo di integrare la legge Scelba, punendo "chiunque produce, distribuisce, diffonde o vende, direttamente o con qualsiasi modalità, anche telematica, beni mobili raffiguranti immagini o simboli che si richiamano univocamente all’ideologia fascista o nazifascista".

"Nel nostro Paese si avverte la necessità di intervenire su questi temi - commenta la senatrice Valdinosi - Noi abbiamo il compito e il dovere di preservare i nostri valori, di rispettare la memoria di chi è morto nei campi di sterminio, di chi è stato imprigionato e fatto morire in carcere per difendere la democrazia e la libertà. Purtroppo la quotidianità ci consegna uno spaccato dove emergono pericolosamente movimenti e associazioni che si richiamano al nazifascismo".

"A chi parla di norme liberticide - prosegue la parlamentare - occorre ricordare che liberticida fu il fascismo, che imprigionava ed uccideva gli oppositori. Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli episodi di intolleranza, anche nel nostro territorio: penso alla manifestazione del funerale in concomitanza della celebrazione della prima unione civile a Cesena; penso alle scritte antisemite, alla esposizione di saluti romani e simbologia fascista a Marzabotto, in spregio totale delle centinaia di vittime, tra le quali bambini e neonati. E poi a chi dice che non servono interventi su questi temi, vorrei ricordare che la rete non esisteva ai tempi della legge Scelba e il web si sta trasformando in una pericolosa macchina di propaganda nera".

"Tornando a Cesena - conclude Mara Valdinosi - sostengo l'amministrazione comunale nella sua scelta di dotarsi di un regolamento che intende preservare e difendere i valori democratici della nostra città vietando l’uso degli spazi pubblici a quei gruppi che si richiamano al fascismo e a ideologie violente e antidemocratiche".

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