Fusione, il Pd: "Strumento per risolvere le difficoltà dei comuni"

Il Pd "auspica e invita le amministrazioni locali a dare attuazione alla legge regionale promuovendo forme di unione di comuni che riprendano i percorsi già definiti dai distretti socio sanitari".

"L’unione di comuni può rappresentare uno strumento capace di dare una prima risposta alle difficoltà nelle quali versano i comuni stessi, determinate prima di tutto da scelte di politica nazionale che penalizzano soprattutto i comuni virtuosi come i nostri". E' quanto affermano Daniele Zoffoli, segretario territoriale del Pd cesenate, e Roberto Sacchetti, responsabile Pd enti locali.

"La Regione con la legge 21 del 21 dicembre 2012 ha indicato la strada per promuovere processi di unione e fusioni di comuni come strumenti capaci di dare quelle risposte di cui hanno bisogno cittadini e imprese - premettono Zoffoli e Sacchetti -. Non è più procrastinabile infatti un impegno dei comuni verso forme integrate di gestione con il fine di liberare risorse a favore dei cittadini da un lato e migliorare la qualità dei servizi forniti dall’altro. Il progetto di riordino delle province, interrotto con la caduta del Governo, rappresentava un tassello in tale direzione, seppur poco efficace se non inserito in un quadro globale di riordino istituzionale".

"Riordino globale che deve interessare il sistema centrale il quale dovrà strutturarsi con un parlamento più snello e efficiente e i comuni, oggi troppo piccoli e non in grado di soddisfare le esigenze di un mondo globalizzato come è quello con il quale occorre misurarsi - continuano gli esponenti democratici -. Il PD auspica e invita le amministrazioni locali a dare attuazione alla legge regionale promuovendo forme di unione di comuni che riprendano i percorsi già definiti dai distretti socio sanitari".

"Questo significa realizzare una unione fra comuni di Montiano, Cesena, Sarsina, Mercato Saraceno, Bagno di Romagna, Verghereto e una unione fra i comuni di Cesenatico, Gambettola, Gatteo, Longiano, San Mauro Pascoli, Savignano, Roncofreddo, Sogliano, Borghi - evidenziano Zoffoli e Sacchetti -. Tali unioni dovranno svolgere in forma associata quelle funzioni fondamentali capaci di ottenere valore aggiunto da una gestione su scala più ampia, quali gestione informatica, gestione del personale, servizi sociali, protezione civile".

"Come PD - evidenziano Zoffoli e Sacchetti - riteniamo che l’unione di comuni possa rappresentare uno strumento capace di dare una prima risposta alle difficoltà nelle quali versano i comuni stessi, determinate prima di tutto da scelte di politica nazionale che penalizzano soprattutto i comuni virtuosi come i nostri. Difficoltà che sarebbero accentuate nel caso si dovesse riprendere il processo di riordino delle province che vedrebbe trasferire ai comuni delle funzioni oggi di competenza provinciale".

Gli esponenti democratici ritengono "però che tale risposta sia l’inizio di un percorso che valorizzi la fusione fra comuni aderenti all’unione, perché solo quest'ultima consentirà un significativo risparmio di risorse e una unità di intenti capace di risposte forti ai territori. Naturalmente da una unione potranno scaturire più fusioni fra gruppi di due o tre comuni, individuando quelli più omogenei, ed anche i tempi di attuazione dovranno essere modulati secondo le specifiche esigenze".

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Zoffoli e Sacchetti ritengono "lodevole il percorso avviato dai comuni di Savignano e San Mauro Pascoli che, se troverà il consenso dei cittadini nel referendum di prossima indizione, potrà consentir loro di migliorare l’organizzazione della macchina comunale e ottenere contributi pubblici che potranno permettere una minor pressione delle imposte locali. Siamo pronti a sostenere altri sindaci che trovino il coraggio di seguire la strada intrapresa da Savignano e San Mauro perché uno dei capisaldi di una nuova Italia proiettata verso il futuro dovrà essere quello di ridurre gli oltre ottomila comuni oggi presenti, senza ulteriori indugi, se vogliamo essere protagonisti positivi del nostro futuro. La nostra non è una scelta ideologica ma una scelta coerente con il forte desiderio di un reale, completo ed efficace riordino istituzionale come richiesto da più parti. Ora vedremo se anche i partiti di centrodestra avranno il coraggio e la lungimiranza di seguirci in questa direzione".

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