Fusione Comuni, il sindaco Gori: "La Regione poteva fare di più"

Il sindaco di San Mauro Miro Gori interviene sulla sua pagina Facebook in merito alla nuova legge regionale sulla riorganizzazione territoriale. E lo fa riprendendo l'analisi fatta dal consigliere regionale Thomas Casadei

Il sindaco di San Mauro Miro Gori interviene sulla sua pagina Facebook in merito alla nuova legge regionale sulla riorganizzazione territoriale. E lo fa riprendendo l'analisi fatta dal consigliere regionale Thomas Casadei. “La riorganizzazione amministrativa procede con la nuova legge regionale. Si tratta di una necessità. E, per noi sammauresi e savignanesi, anche di una scelta. La vicenda è ben riassunta nel post di Thomas Casadei", premette Gori.

"Ad esso, nondimeno, desidero fare la presente postilla divisa in due parti . precisa il sindaco -. La prima. La legge regionale stabilisce che gli “ambiti territoriali ottimali” all'interno dei quali esercitare le modalità di associazione (convenzione, unione, fusione) coincidono coi distretti sanitari. I nove comuni del distretto Rubicone-Costa hanno già espresso, con una lettera, la loro volontà di operare all'interno del loro distretto. E ribadiranno l'assunto con prossime delibere di consiglio comunale. Tutto ciò conferma e rafforza l'esistenza, sulla quale non tutti concordano, del nostro distretto. Mi sembra una buona cosa".

"La seconda osservazione, che desidero fare, entra direttamente nello spirito della legge - chiosa il primo cittadino -. Se un nostro fondamentale problema è ridurre la burocrazia, la legge in questione avrebbe potuto spingere di più nella direzione delle fusioni. Spiego in radicale sintesi perché. Prendiamo i comuni A, B, C e D. Se mettono in unione alcuni servizi dovranno costituire l'unione E. Quindi da quattro enti passeranno a cinque: A, B, C, D, E. Se invece si fonderanno, da quattro diventeranno uno. Poniamo F. Mi sembra l'uovo di Colombo. Cosa avrebbe potuto fare la regione Emilia Romagna? Non imporre le fusioni. Certo. Ma qualcosa di più rispetto alla giusta affermazione secondo la quale le unioni costituiscono “il massimo livello attingibile di riorganizzazione amministrativa” (art.3, comma 3, lettera c), forse sì. Per esempio, dire in maniera non cogente che le unioni sono propedeutiche, preparatorie alle fusioni”.

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