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Fusione Camere di Commercio, i sindaci: "Anche il mondo economico deve pensare in ottica Romagnola"

Sulla questione sono intervenuti i sindaci della provincia di Forlì-Cesena: "Ci lascia francamente perplessi una discussione sulle future geografie amministrative di Enti, che fa riferimento a logiche particolariste e disarmoniche rispetto al futuro assetto delle amministrazioni"

In questi giorni si è formalmente avviato il percorso che porterà alla fusione delle Camere di Commercio di Forlì-Cesena e Rimini, dopo che per alcuni mesi la discussione si è incentrata sulla possibilità di far nascere un’unica Camera di Commercio della Romagna, che comprendesse anche Ravenna. Ne è poi seguita una discussione che prefigura anche l'idea di una unica Camera di Commercio che, oltre alle province romagnole, preveda anche l'accorpamento con Ferrara.

Sulla questione sono intervenuti i sindaci della provincia di Forlì-Cesena: "Ci lascia francamente perplessi una discussione sulle future geografie amministrative di Enti, che fa riferimento a logiche particolariste e disarmoniche rispetto al futuro assetto delle amministrazioni. Come sindaci della provincia di Forlì-Cesena siamo fermamente convinti che sia la Romagna la direzione giusta: da tempo veniamo tutti spronati – istituzioni, mondo sindacale ed associativo, imprese – a pensarci in un’ottica Romagnola, considerata la dimensione ottimale in termini di organizzazione dei servizi e di programmazioni".

"Gli enti pubblici da tempo percorrono questo obiettivo, dapprima con la creazione di Romagna Acque, poi con la gestione unica del trasporto pubblico attraverso Start e la creazione dell’Ausl unica di Romagna. Oggi, con la legge regionale di riordino istituzionale, veniamo chiamati ad applicare questo modello anche al nostro assetto amministrativo sul quale in queste settimane siamo impegnati a lavorare per dare gambe alla previsione normativa - concludono -. Crediamo quindi che anche il mondo economico debba darsi questa prospettiva: diventa incomprensibile la nascita di bacini di riferimento disomogenei, tanto più ora che anche livello istituzionale si sta profilando la Romagna quale orizzonte chiaro e definito. Ci auguriamo che, nelle prossime settimane, si creino le condizioni per correggere la rotta e dare uniformità e coerenza alle prospettive istituzionali della Romagna".

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