Fusione Ausl, "la nostra sanità livellata al ribasso da Bologna"

"Per l'ennesima volta le divisioni della sinistra locale daranno modo a Vasco Errani di fare, come ormai è abituato, il bello e il cattivo tempo, seguendo logiche tutte interne al sistema di potere rosso"

“Per l'ennesima volta le divisioni della sinistra locale daranno modo a Vasco Errani di fare, come ormai è abituato, il bello e il cattivo tempo, seguendo logiche tutte interne al sistema di potere rosso dell'Emilia e ignorando cosa sia invece meglio per il nostro territorio”. Con questa chiave di lettura il consigliere regionale Luca Bartolini e il capogruppo del Pdl in consiglio provinciale Stefano Gagliardi si inseriscono nel dibattito sulla fusione delle Ausl di Forlì e di Cesena.

“Non appena i 15 Comuni del comprensorio forlivese hanno manifestato l'intenzione di arrivare alla fusione con l'azienda sanitaria di Cesena, dal cesenate si è levato un no secco per bocca di Paolo Lucchi, sindaco di Cesena e presidente della Conferenza socio sanitaria. Davanti a un tema fondamentale per i cittadini, come è il futuro della sanità, la nostra provincia si è mostrata per l’ennesima volta divisa in due blocchi. Una spaccatura ravvisabile anche all'interno della Cgil, il massimo sindacato rappresentante dei lavoratori stranieri e baluardo della sinistra radicale: se da Forlì è arrivata una sostanziale apertura alla fusione, da Cesena si sono alzati steccati".

"Quindi – sottolineano Bartolini e Gagliardi – se Forlì dice 'a', Cesena dice 'zeta'. Davanti a questo scenario si darà modo a Errani di decidere al posto del territorio, sfruttando le divisioni della sinistra locale e di una Amministrazione Provinciale incapace di dare la linea. Sarà quindi gioco facile per il presidente della Regione, come accaduto in altre occasioni,  fare dell'Area Vasta un'Ausl unica, o meglio un'Ausl di Ravenna allargata, il suo vero obiettivo da sempre. A noi, invece, interessa un sistema che garantisca la salvaguardia dei servizi e delle eccellenze che ci sono a Forlì e a Cesena – concludono i due esponenti del Pdl – e combattiamo per avere un'autonomia che sia garante del sistema territoriale, senza diktat imposti, ma con l'obiettivo della qualità e della vicinanza ai cittadini e  non di progetti volti a livellare al ribasso la nostra sanità. Fino a quando purtroppo saremo governati da questa sinistra locale divisa su tutto, continueremo ad essere soltanto una colonia di Bologna e null’altro”.

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